Alessandro Bottoni

Maggio 28, 2009

I Poliziotti “panzoni” di Brunetta

Archiviato in: Cronaca, politica, sicurezza — alessandrobottoni @ 3:03 pm
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Il nostro Ministro Renato Brunetta è veramente incontenibile. Non ho fatto in tempo a commentare la sua iniziativa sul controllo degli accessi ad Internet nella PA (vedi “L’Altro Online”: “Brunetta colpisce ancora”) e mi tocca già tornare a parlare di lui.

“Brunetta ha detto: “Bisogna mandare i poliziotti nelle strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto “panzone” che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano».

Ha poi aggiunto: “Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare. Perché il passaporto bisogna farlo in questura? Il burocrate faccia il burocrate, i poliziotti con la pistola e il manganello vadano in giro per le strade, nelle automobili e in elicottero. Questa deve essere la sicurezza», ha spiegato il ministro. «Invece gran parte del nostro capitale umano impiegato nei sistemi di sicurezza è utilizzato per produrre carte e quindi burocrazia».”

[Da “Brunetta contro i poliziotti - "Troppi panzoni dietro la scrivania"” su Repubblica Online di oggi]

In strada se lo mangiano?

A quanto pare, Renato Brunetta è convinto che la sicurezza di strada si faccia come nei film americani: inseguimenti all’ultimo respiro, sparatorie, scazzottate e via dicendo.

Come ben sanno i poliziotti, quelli veri, l’uso della forza, le scazzottate e le sparatorie sono eventi, per nostra fortuna, decisamente rari. Sono rari persino nelle aree più disagiate del paese. Se così non fosse, nessuno accetterebbe di rischiare la vita ogni giorno per poche centinaia di euro al mese. Gran parte del lavoro di polizia è, come è facile capire, lavoro di indagine e di raccolta di informazioni, cioè lavoro di “intelligence”. Per questo lavoro occorrono intelligenza e dedizione. La pancia non è un problema.

Anche quando entra in gioco l’uso della forza, la necessità di correre e di compiere gesti atletici è piuttosto rara. Le forze di polizia agiscono abitualmente di concerto, appoggiando ogni pattuglia con diverse altre e coordinandole via radio. Per ovvie ragioni di sicurezza, cercano fin dove possibile di evitare inseguimenti e sparatorie. Preferiscono aspettare i delinquenti al varco, organizzando posti di blocco. Preferiscono coglierli quando sono “a brache calate” e non possono nuocere.

Insomma: sanno fare il loro mestiere. Non hanno certo bisogno del Ministro per organizzarsi in modo adeguato. Nessuno se li mangia. Od almeno, non se li mangiano certo a causa del loro scarso allenamento.

Lasciar fare questo lavoro a chi lo sa fare

Sono d’accordo. Ho solo una domanda su questo punto: tra le “persone che sanno fare il lavoro di polizia” rientrano anche le ronde di volontari in camicia verde?

Cambiare il concetto di sicurezza

Su questo siamo tutti d’accordo. La sicurezza di strada, quella vera, è composta di due elementi: un sistema di rilevamento degli allarmi efficace ed un sistema di intervento rapido ed efficace.

Idealmente, dovrebbe essere possibile chiamare il 112 dal cellulare e, gridando soltanto “aiuto!” nel microfono, si dovrebbe veder apparire una Gazzella dei Carabinieri all’angolo della strada entro 30 – 90 secondi.

Questo è quello che succede in quasi tutti i paesi europei grazie al “112 europeo”, cioè il sistema di ricezione delle chiamate di emergenza che rileva automaticamente la posizione del telefono chiamante. In questo modo la polizia può inviare immediatamente una pattuglia sul posto. Questo sistema è disponibile ovunque in Europa da 2004, grazie ad una direttiva europea che lo stesso Brunetta ha votato quando era a Bruxelles. Non è però stato disponibile in Italia fino a pochi mesi fa. L’Italia ha pagato addirittura delle multe alla EU per non aver implementato questo sistema. Tuttora, non tutto il territorio nazionale è coperto dal servizio. Potete trovare altre informazioni qui:

http://www.eena.it/

Italia inadempiente sul 112 europeo” su “La Stampa” del 14 Maggio 2009

Per quello che riguarda la possibilità di intervenire tempestivamente in aiuto della persona minacciata… leggete oltre.

Automobili ed elicotteri

Quali automobili e quali elicotteri?

Sono anni (tutti gli anni dei governi filo-mafiosi che abbiamo conosciuto nostro malgrado) che le forze dell’ordine si lamentano delle scarsissime risorse destinate ai loro mezzi ed al loro lavoro.

Come noto, le auto della polizia sono spesso ferme in manutenzione o per assenza di carburante a causa del fatto che il Ministero non fa arrivare loro i fondi necessari.

E questo senza parlare della giustizia…

Certo, per un intervento più tempestivo ci vorrebbero delle moto (da fuoristrada) a pattugliare le città, come avviene da sempre a Napoli. Chissà, forse l’Aprilia è disposta a fornirne qualche esemplare a fini promozionali… Tanto, ormai la nostra polizia può solo elemosinare dai privati.

Carta e Burocrazia

Gran parte del lavoro di carta (“paper work”) delle forze dell’ordine serve in realtà a creare una base di conoscenza che permette poi ai loro operatori di svolgere il loro lavoro. Si può digitalizzare questo paper work (e lo si sta già facendo, da anni) ma qualcuno le deve pur raccogliere ed inserire quelle informazioni.

Certo, c’è molta burocrazia, che si può e si deve delegare ad enti di altro tipo (forse ai comuni ed all’anagrafe), ma ciò che finora è stato affidato alle forze dell’ordine ed ai prefetti è solitamente qualcosa che deve essere gestito dalle forze di polizia per evidenti ragioni di sicurezza, come i passaporti ed i porti d’arma. O preferireste che fosse l’anagrafe a rilasciare i passaporti (a tutti quei cattivoni dalla pelle scura) ed i porto d’armi?

Insomma, ancora una volta Brunetta se la prende con la gente sbagliata, con i problemi sbagliati e nei tempi sbagliati.

Speriamo che ad un certo punto si ricordi di trovare dei soldi per fare il pieno alle Gazzelle ed alle Pantere…

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

Maggio 13, 2009

Gli effetti collaterali di Sarkozy

Ormai, questa notizia dovrebbe avervi raggiunto:

“Martedì 12 maggio l’Assemblea Nazionale Francese ha deliberato una norma che prevede dure sanzioni per chi usa programmi “peer to peer”, ossia che permettono di scaricare gratuitamente musica e film dalla rete web, fino a prevedere la sospensione dall’accesso a internet in caso di recidiva.”

“La legge prevede la costituzione di una nuova autorithy con il compito di ammonire i pirati, che verranno privati dell’utenza internet in caso di recidiva. Il soggetto sarà obbligato a continuare a pagare l’abbonamento.”

[Da “Attacco ai diritti in rete” su L'Altro di oggi]

Ne parla, tra gli altri, anche Gaia Bottà di Punto Informatico:

Roma – L’Assemblée Nationale si è espressa, poco più della metà dei parlamentari francesi vuole che la pirateria sia combattuta a suon di avvertimenti e di disconnessioni. Ghigliottine siano.”

[Da: “La dottrina Sarkozy è quasi legge” su PI di oggi]

Ho già spiegato in varie occasioni che queste misure sono completamente inefficaci (sia perchè sono facilissime da aggirare, sia perchè esistono anche altri canali di approvvigionamento, oltre ad Internet). Lo rispiegherò domani in un nuovo articolo su PI che elenca e descrive gli strumenti di evasione che sono già disponibili o che lo saranno tra breve.

In questo articolo, mi concentrerò solo sugli “effetti collaterali” di questa assurda lotta alla “pirateria”.

[Prima di dire delle cazzate, rendetevi conto del fatto che parlo con piena cognizione di causa: seguo questa faccenda da mesi ed ho contatti quotidiani con alcuni parlamentari europei che la seguono sul posto. Ho già scritto decine di articoli su questi temi ed opero come consulente su questi temi per le aziende da anni. So com'è fatto questo mondo, sia visto da davanti che da dietro i firewall.]

Addio alla riservatezza

Il disegno di legge presentato da Sarkozy in Francia ed il famigerato Telecoms Package presentato dalle multinazionali al parlamento europeo hanno, tra gli altri, questo punto in comune: entrambi prevedono la possibilità (anzi: inizialmente si prevedeva l’obbligo) degli ISP di sorvegliare ed analizzare il traffico di rete degli utenti in cerca di tracce di “reato”. Il progetto originale di entrambi i progetti prevedeva addirittura che gli ISP dovessero agire sotto il controllo diretto delle Major.

In altri termini, degli enti privati (e certamente NON super partes) avrebbero avuto il potere di intercettare le comunicazioni degli utenti (e di infliggere delle sanzioni) SENZA dover passare per un giudice.

Questa misura è palesemente anticostituzionale (e folle) ma ha veramente rischiato di essere approvata. Persino nella sua forma attuale, approvata dal Parlamento Europeo e dall’Assemble Nazionale Francese, prevede comunque che le Major e gli ISP possano analizzare il traffico degli utenti per cercare trace di traffico P2P, con il solo vincolo di non agire in combutta.

Quelli che festeggiano queste misure illiberali e fasciste al grido di “Meglio! Così ci sarà più banda libera per gli usi seri della rete!” e cose simili dovrebbero riflettere su un fatto: sarà anche il LORO traffico ad essere sorvegliato in questo modo, da parte di enti privati che agiscono senza nessun controllo da parte delle autorità dello stato.

Addio alla neutralità della rete

Il progetto del Telecoms Package già approvato nei giorni scorsi prevede che gli ISP (Telecom, Vodafone, etc.) possano far passare il traffico a loro gradito e rallentare o bloccare del tutto quello a loro sgradito, sulla base di criteri di selezione che loro stessi stabiliscono e su cui nessuno (nemmeno lo Stato, nemmeno Dio in persona) ha potere di sindacare. La legge fatta approvare a suon di bastonate all’Assemblea Nazionale Francese da Sarkozy implementa questa follia sul territorio francese. L’unico obbligo previsto per i provider è quello di informare gli utenti.

Questo vuol dire che tutti i provider bloccheranno completamente e da subito tutto il traffico P2P, non importa se legale o illegale, al solo scopo di sfruttare meglio le loro risorse di banda e di promuovere la vendita dei loro contenuti commerciali al posto di quelli “liberi” (od “illegali”) che sono disponbili sulle reti P2P.

Non solo: è ovvio che gli ISP rallenteranno o bloccheranno del tutto anche tutti i tipi di traffico che permettono agli utenti di accedere a prodotti e servizi, sia commerciali che gratuiti, diversi da quelli inclusi nelle loro offerte commerciali. Se Telecom Italia include la TV nel suo pacchetto Alice, ovviamente ha tutto l’interesse a bloccare l’accesso alle altre televisioni del web, sia commerciali che gratuite. Se Vodafone include il suo sistema VoIP nella sua offerta, ha tutto l’interesse a bloccare il traffico di Skype e degli altri sistemi VoIP.

Ora, grazie al Telecoms Package lo possono fare, senza limiti, senza criteri prestabiliti e senza dare spiegazioni a nessuno. Devono solo scriverlo nel contratto (anche scritto in piccolo ed in ostrogoto tecnico arcaico, non ha importanza).

Coloro che esultano al grido di “In galera i pirati!” si preparino a pagare per ogni singolo bit che muoveranno su Internet nei prossimi anni. Ed a pagare salato, molto salato.

Addio al giusto processo

Sia il Telecoms Package che il disegno di legge di Sarkozy prevedevano che gli ISP, su ordine delle Major, dovessero avvertire per tre volte gli utenti sospettati e poi staccare loro la connessione, continuando a far pagare il servizio che non era più disponibile.

Tutto questo SENZA la supervisione di un giudice e SENZA bisogno di alcun mandato. In altri termini, a degli enti di diritto privato (delle aziende e dei privati cittadini, come voi e me) veniva concesso il diritto di agire con la stessa autorità di un giudice di uno stato sovrano!

L’utente non avrebbe avuto nessun modo di difendersi dall’accusa di essere un pirata. Non avrebbe potuto ricorrere in appello da nessuna parte.

Non ci credete, vero? Eppure è andata proprio così. INFORMATEVI.

Per fortuna, il Parlamento Europeo ha già ribadito per ben tre volte che per infliggere delle sanzioni agli utenti (come la disconnessione) è necessario il mandato del giudice. Il pericolo non è però del tutto scongiurato. Al parlamento Europeo se ne riparlerà a Settembre 2009. All’Assemblea Nazionale Francese se ne riparlerà tra pochi giorni.

Nel frattempo, le Major e gli ISP, in virtù di quanto detto al punto precedente, possono comunque facilmente aggirare il problema bloccando il traffico sgradito agli utenti.

Coloro che esultano al grido di “in galera i pirati” dovrebbero riflettere su questo fatto: non saranno loro a decidere chi è pirata e chi no. Saranno le Major, sulla base di criteri e di prove del tutto discutibili, senza nessun controllo e senza che l’utente possa reagire in alcun modo.

Questi imbecilli si potrebbero facilmente trovare nella posizione di essere accusati di pirateria (proprio loro! Che sono cosi onesti!), di vedersi tagliare la connessione e di essere costretti a pagare l’abbonamento senza poter fare appello a nessuno, senza poter far capire a nessuno che loro non c’entrano, che è colpa di qualcun altro. Oltre al danno, avranno anche la beffa di aver sostenuto queste follie illiberali quando era il momento di constrastarle.

Addio ai prezzi bassi

Tutto questo, ovviamente, significa nuove possibilità di marketing per le aziende. Si potranno elaborare offerte commerciali differenziate e scalari come nel seguente esempio.

  1. Tariffa base (paghi poco e non vai da nessuna parte): solo web e posta a 19 euro al mese.

  2. Tariffa special (paghi relativamente poco e puoi fare qualcosa in più): web, posta, accesso alle web radio ed alle web TV gratuite a 29 euro al mese.

  3. Tariffa premium (paghi molto ed ottieni quello che sembra essere molto): web, posta, web radio, web TV più le web TV commerciali (pacchetto “base”) a 39 euro al mese.

Ovviamente, quello che si può avere adesso (TUTTO) al prezzo di oggi (al massimo 39 euro al mese, per una 20Mb/sec) non lo si potrà più avere in nessun caso.

Questo significa un drastico aumento dei prezzi senza nessun vantaggio rispetto alla situazione attuale. Anzi: con molti limiti in più.

Coloro che esultano al grido di “più banda per noi!” dovrebbero riflettere sul fatto che queste nuove politiche di marketing li costringeranno quasi certamente a pagare qualcosa di più per dei servizi che ora usano gratuitamente, in cima alla lista la telefonia VoIP (Skype).

Una Spada di Damocle per i genitori

Si sa: i figli, specialmente se piccoli e ribelli, hanno la tendenza all’evasione dalle regole od alla trasgressione. Con le nuove leggi che si tenta di far approvare a livello nazionale ed europeo, per ogni errore che VOSTRO figlio cometterà, VOI resterete senza connessione ADSL (e continuerete a pagare il canone). Non solo: rischiate di pagare centinaia di euro di danni alle Major per ogni singolo brano scaricato abusivamente. Su un CD ci stanno centinaia di brani MP3. Questo vuol dire che un singolo CD da 700 Mb vi può costare di soli danni qualcosa come decine (o persino centinaia) di migliaia di euro. Praticamente, come un grossa auto o come una casa.

Coloro che esultano al grido “In galera i pirati!” devono solo sperare che i loro figli non decidano mai di sottrarsi al loro controllo e fare una scappatella nei posti sbagliati di Internet.

Se vi sembro un terrorista mediatico, INFORMATEVI:

http://punto-informatico.it/2019481/PI/News/p2p-logistep-al-lavoro-migliaia-nel-mirino.aspx

http://punto-informatico.it/1925032/PI/News/p2p-identificati-quasi-4mila-utenti-italiani.aspx

Addio alla libertà di espressione

Chi decide cosa un singolo utente più vedere e/o pubblicare e/o fare e/o dire su Internet?

Secondo il Telecoms Package e secondo il disegno di legge Sarkozy, sono le Major e gli ISP a decidere queste cose, in modo autonomo ed insindacabile, agendo sui rubinetti del traffico.

Se una persona non arriva a capire da sola quale minaccia sia per la libertà, per la democrazia e per la giustizia una simile norma di legge, non c’è speranza che glielo si possa spiegare.

Conclusioni

Non fatevi riconoscere per gli ingenui che siete esultando per queste leggi autoritarie. Queste leggi NON sono contro i pirati. I pirati se ne fregano altamente. Ve lo dice un pirata “certificato”.

Queste leggi sono contro di VOI. Sono contro la riservatezza delle VOSTRE comunicazioni. Sono contro la VOSTRA libertà di espressione. Sono contro la VOSTRA libertà di scelta sul mercato. Sono contro i VOSTRI diritti e la VOSTRA sicurezza. Queste leggi mirano a spillare ancora altri soldi dalle VOSTRE tasche ed a metterli nelle tasche degli ISP, delle Major e degli intermediari, non in quelle degli autori. Ve lo dice un autore (che vive scrivendo software ed articoli per i giornali).

Non fatevi abbindolare da queste azioni propagandistiche e demagogiche.

Alessandro Bottoni

info@alessandrobottoni.it

www.alessandrobottoni.it

Maggio 5, 2009

La resa dei Conti del Telecoms Package a Bruxelles

Ancora una volta sono costretto a parlare del famigerato Telecoms Package (http://en.wikipedia.org/wiki/Telecoms_Package).

Per chi non lo sapesse, il Telecoms Package è un insieme di misure che è stato presentato nel 2008 come proposta di legge al Parlamento Europeo grazie alla sponsorizzazione di Nicolas Sarkozy, di alcune delle associazioni di discografici europee e di alcune multinazionali telefoniche, come AT&T e Verizone.

Il Telecoms Package contiene alcune proposte che si possono solo definire vessatorie, rozze ed ingiuste. Tra queste, posso citare le seguenti.

  • L’obbligo per gli ISP di agire come poliziotti della rete per conto delle case discografiche, SENZA bisogno del mandato di un giudice.

  • L’obbligo di staccare definitivamente l’ADSL a chi viene “beccato” per tre volte a scaricare musica o film abusivamente, SENZA bisogno del mandato di un giudice (e continuando a fargli pagare l’abbonamento).

  • Pene amministrative da infarto per chi scarica musica e film, somministrate , SENZA bisogno del mandato di un giudice.

  • L’obbligo di intercettare le comunicazioni degli utenti, SENZA bisogno del mandato di un giudice.

  • L’obbligo per gli ISP di bloccare le comunicazioni non gradite alle case discografiche ed alle industrie del cinema, come eMule, SENZA bisogno del mandato di un giudice.

Naturalmente, a questo punto dovrete pensare ad un pesce d’Aprile, ad una mia improvvisa pazzia o ad una mia sporchissima manovra elettorale. Vi invito quindi a verificare di persona cosa sto dicendo a questi indirizzi:

http://www.blackouteurope.eu/

http://www.scambioetico.eu/index.php?&topic=673.0

Ne ha parlato anche Repubblica Online:

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/internet-leggi/open/open.html

Come potete vedere, NON è un pesce d’Aprile.

Domani, 6 Maggio 2009, questa follia verrà votata in via definitiva dal Parlamento Europeo durante l’ultima seduta della legislazione corrente. Noi candidati alle europee 2009 rischiamo di arrivare al nostro seggio al Parlamento Europeo a giochi già fatti.

Per questo motivo sono costretto a chiedervi di visitare la seguente pagina web e seguire le istruzioni che vi trovate.

http://www.scambioetico.eu/index.php?topic=697.msg4025#msg4025

Trovate altre info qui:

http://www.facebook.com/group.php?gid=73537262931

La principale coalizione che si oppone al Telecoms Package è OpenNet:

http://en.wikipedia.org/wiki/OpenNet

http://opennet.net/

Per carità, aiutateci ad impedire che questa follia venga messa in atto.

Alessandro Bottoni

http://www.alessandrobottoni.it/

alessandro.bottoni@infinito.it

Segretario Nazionale Associazione Partito Pirata

http://partito-pirata.it/

Candidato Indipendente al Parlamento Europeo con Sinistra e Libertà

http://www.sinistraeliberta.com/

http://www.ilprogettoarancione.it/

info@ilprogettoarancione.it

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