Alessandro Bottoni

Maggio 22, 2009

Legalità

Archiviato in: Cronaca, politica — alessandrobottoni @ 3:09 pm
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I mezzi di comunicazione (controllati al 90% da Silvio Berlusconi) cercano di convincerci da anni che l’antiberlusconismo non paga.

Sapete cosa vi dico a questo proposito? Vi dico che lo sappiamo benissimo.

Lo sappiamo da quando, nel 1994, il nostro paese, posto di fronte alla necessità di scegliere tra sostenere l’azione di pulizia portata avanti dal pool di mani pulite o lasciarsi affascinare dalle suggestioni nazional-popolari di Craxi e Berlusconi ha scelto queste ultime (grazie anche ad un incredibile voltafaccia della Lega). Sappiamo bene con che razza di paese abbiamo a che fare sin da allora.

Per questa ragione non ci sorprenderà affatto constatare che le recenti vicissitudini personali e legali del premier, invece di affondarlo politicamente come succederebbe in qualunque paese civile, lo faranno schizzare al 99% di gradimento. Dopotutto, se Berlusconi non è rimasto vittima di processi sul falso in bilancio, perchè mai dovrebbe restare vittima di processi per corruzione o di sospetti di pedofilia? Gli italiani lo hanno già assolto in passato da colpe ben peggiori.

Fini antiberlusconiano

L’antiberlusconismo non paga ma è una necessità ineludibile. Si tratta di qualcosa che va fatto semplicemente perchè non si può fare nulla di diverso. Se ne sta accorgendo (suo malgrado?) persino Gianfranco Fini, un tempo uno dei più fedeli e devoti sostenitori di Berlusconi. Ormai non si contano più le dichiarazioni in cui Fini scarica l’antico alleato in modo più o meno eclatante. L’ultima è proprio di oggi:

“ROMA- E’ di nuovo scontro tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini. Dopo l’attacco di Berlusconi al meeting di Confindustria, dove il Cavaliere ha parlato di “Parlamento pletorico” e di “numero di deputati da ridurre”, Fini non ha tardato a replicare. Il presidente della Camera ha affermato che “il Parlamento è un interlocutore ineludibile, qualificato e impegnato così come è percepito dalla società all’interno delle nostre istituzioni”.”

Anche Fini, come aveva già fatto la Lega, è costretto ad arginare le smanie di dominazione e di controllo totale di Berlusconi. È costretto a farlo per non restare vittima, egli stesso, dello strapotere del premier. Lentamente, anche Fini e Bossi si stanno rendendo conto che il loro principale nemico non è certo la Sinistra. Il nemico di qualunque forza politica in Italia sono proprio Berlusconi ed il berlusconismo. Forze onnivore che rischiano di lasciare questo paese senza una vera democrazia e senza neppure la speranza di un riscatto.

La legalità (im)possibile

Sappiamo benissimo che non sarà mai possibile ripristinare uno stato di normale legalità in questo paese finchè il potere resta saldamente nelle mani di qualcuno che si vergogna di dire da chi ha ricevuto i 55 miliardi di lire del 1978 (circa 400 milioni di euro di oggi) che gli sono serviti per creare il suo impero televisivo. Vedi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi#I_finanziamenti_di_origine_ignota .

Tuttavia, siamo convinti che a nessuno, in Europa, convenga lasciar crescere ulteriormente questo piccolo duce. Negli altri paesi non è la mafia a comandare. Siamo quindi convinti che sia possibile varare una proposta di legge a livello europeo che consenta di riportare un minimo di legalità nei parlamenti nazionali del continente.

Non ci vuole molto. Basta una direttiva europea composta da un solo articolo di poche righe:

“Il Parlamento Europeo chiede ai Parlamenti Nazionali di varare al più presto le normative necessarie per impedire che persone già colpite da condanna definitiva per un qualunque reato, o interessate da procedimenti giudiziari in corso, possano essere candidate a qualunque ruolo amministrativo o politico, di qualunque livello, per tutta la durata del processo, per tutta la durata della pena e, alla scadenza della pena stessa, per un ulteriore periodo almeno equivalente alla pena effettivamente scontata.”

Può sembrare una misura drastica ma… in un universo come il nostro, dove meno dell’1% della popolazione incorre nei rigori della legge durante la propria vita, e nel 90% dei casi sconta pene di meno di due anni, si tratta in realtà di una misura veramente minima.

Effetto Domino

Tolte le protezioni politiche di alto livello di cui godono molti malviventi, la criminalità organizzata sarebbe finalmente molto più esposta all’attacco delle forze di polizia e della magistratura, con efetti benefici per tutti.

Qualcuno crede seriamente che sia possibile evitare questa soluzione ancora molto a lungo?

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

Maggio 12, 2009

Cordoglio

Archiviato in: Cronaca, politica, sicurezza — alessandrobottoni @ 11:24 am
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Noi tutti ricordiamo con commozione i funerali di Giovanni Paolo II. Ricordiamo la sua bara di semplice legno chiaro adagiata sul selciato di Piazza San Pietro e le pagine della Bibbia mosse da vento. In quel momento noi tutti, indipendentemente dalla nostra fede religiosa, ci siamo sentiti partecipi del cordoglio che colpisce ognuno di noi, membro della specie sociale più sociale che sia mai esistita, quando un membro di questa nostra specie giunge al termine della sua esistenza. Quel cordoglio che rende l’uomo profondamente diverso da ogni altro essere vivente. Nella morte di quello che è stato sicuramente un uomo di primo piano per il nostro secolo, abbiamo rivissuto e rivisto la morte di ognuno di coloro che lo hanno preceduto e di coloro che lo seguiranno. La morte dei nostri avi. Quella dei nostri cari. La morte di noi stessi. La sua morte è assunta a simbolo della morte dell’Uomo. Qualunque uomo. Ogni uomo.

Questo è profondamente giusto, perchè è proprio in questo che l’Uomo trova la giustificazione e la dimostrazione più profonda della sua diversità da ogni altra specie. Siamo umani perchè la morte di un altro essere umano non ci può lasciare indifferente.

Ed allora, a maggior ragione, dobbiamo esserlo quando giunge al termine l’esistenza di uno dei rappresentanti più umili della nostra specie. Dobbiamo esserlo quando una vita, ancora lontana dal suo termine naturale, viene spezzata da un atto disperato, dettato dalla paura e dall’angoscia.

Alle 6:45 di Giovedì 7 Maggio, il personale della Croce Rossa Italiana che segue il CIE di Ponte Galeria, alle porte di Roma, ha trovato il corpo senza vita di una signora di 49 anni di origini tunisine all’interno della cella in cui era stata rinchiusa due settimane prima. Questa signora si chiamava Mabruka Mimuni e viveva clandestinamente in Italia da molti anni. Noi tutti possiamo facilmente immaginare in quali condizioni. Mabruka era stata arrestata e portata al CIE il 24 Aprile a causa della mancanza del permesso di soggiorno. Avrebbe dovuto essere rimpatriata proprio il 7 Maggio. A quanto pare, l’idea di essere costretta a tornare in un paese dal quale era fuggita molti anni prima, e nel quale probabilmente l’aspettava un destino assai poco invidiabile, l’ha spinta a quel gesto estremo. Si è impiccata durante la notte con una maglietta arrotolata.

Di questo tragico evento nessun giornale ha dato notizia. Niente bare di legno di faggio per lei. Nessuna brezza di vento a sfogliare delicatamente le pagine del Grande Libro. Nessun cordoglio da parte degli altri membri della sua specie. Solo la stessa, assordante solitudine in cui era già stata costretta a consumare la sua breve vita.

Questo non è degno di noi. Non è degno di una specie sociale come la nostra.

Non è degno di noi nemmeno il trattamento che è stato imposto a questa signora, e che viene abitualmente imposto a migliaia di altri nostri simili. Non è degno di noi il fatto di ributtare a mare coloro che arrivano sulle nostre coste in cerca di salvezza. Migliaia di Robinson Crusoe senza colpa e senza speranza. Non è degno di noi l’aver organizzato dei centri di detenzione così simili ai lager nazisti. Luoghi nei quali qualunque cosa può succedere senza che nessuno all’esterno ne possa sapere nulla. Si pensi solo che mentre i nostri parlamentari hanno il diritto riconosciuto di visitare le carceri in qualunque momento, per garantire il rispetto dei prigionieri, non hanno invece il diritto di visitare questi centri. Non è degno di noi l’aver varato un “decreto sicurezza” intriso di odio razziale, di superstizione, di pregiudizio, di superficialità, di disprezzo per la nostra costituzione e per i trattati internazionali, primo fra tutti la Convenzione di Ginevra.

Di fronte a queste cose, come esseri umani, abbiamo l’obbligo di testimoniare tutta la nostra contrarietà. Come esseri umani, abbiamo il dovere morale di testimoniare il nostro cordoglio.

Per questa ragione, Sinistra e Libertà aveva deciso (attraverso l’umile strumento rappresentato dalla mia persona) di mobilitare tutte le persone che ancora si riconoscono nella sensibilità fondamentale di un esser umano e chiedere loro di partecipare in massa ai funerali di Mabruka Mimuni.

Una testimonianza semplice, senza bandiere, senza slogan e senza distintivi. La testimonianza di esseri umani per la scomparsa di un altro essere umano.

Purtroppo, però, il Ministero dell’Interno si rifiuta categoricamente di far sapere dove e quando si terranno i funerali di Mabruka. Siamo quindi stati costretti a decidere per una manifestazione di tono più “politico”, una specie di “funerale virtuale”, che si terrà di fronte alla Camera Dei Deputati, in Piazza Montecitorio 1 a Roma, Mercoledì 13 Maggio alle 15, durante la votazione del cosiddetto “Decreto Sicurezza” voluto dalla Lega.

Siamo sicuri che la semplice quantità di persone presenti saprà diventare un grido di condanna per coloro che si sono resi responsabili di questa e di mille altre tragedie attraverso leggi inumane come questa. Un grido di dolore del genere umano contro l’inumana assurdità di questo “decreto sicurezza”.

Vi prego quindi di partecipare e di far partecipare quante più persone possibili. Chi non può venire può comunque far sentire la sua voce inviando un messaggio email all’indirizzo

portavoceministro@interno.it

Senza fare “spam”, vi prego di invitare le persone che conoscete, e che sapete che condividono questo nostro dolore, con un semplice messaggio SMS (o email):

“Mercoledì 13 Maggio, alle ore 15:00, vado al funerale virtuale di Mabruka Mimuni, che si terrà di fonte a Montecitorio durante la votazione del Decreto Sicurezza. Ti prego, vieni anche tu.”

Vi prego di diffondere questo messaggio, pubblicandolo sui vostri siti e sui vostri blog. Vi prego di diffonderlo attraverso Facebook o Twitter.

Per una volta, dimostriamo che la tecnologia è al servizio della parte più profonda della nostra natura. Oltretutto, il Decreto Sicurezza che sta per essere votato rappresenta una seria minaccia anche per diverse nostre libertà fondamentali, sulla Rete e nel mondo fisico. Basti pensare all’enorme potere che viene delegato alle polizie locali e ad altri organi di sicurezza non tradizionali. Come “netizen” ed “hacktivist” non possiamo restare indifferenti a questa minaccia.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

Dicembre 3, 2008

Regolamentare Internet

Archiviato in: Cronaca, Internet, politica — alessandrobottoni @ 1:38 pm
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Parole di Silvio Berlusconi di oggi:

“ROMA – “Regolamentare internet”. Silvio Berlusconi, ispirato dalla visita al Polo tecnologico di Poste italiane all’Eur di Roma, parla di un sistema per dare delle regole al web. E di una proposta che il governo s’impegna a portare sul tavolo del prossimo G8, presieduto proprio dall’Italia. “Porteremo sul tavolo una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo”, ha annunciato.

Il G8 sede ideale. “A gennaio sarò per la terza volta presidente del G8, che sarà un G20″, ha detto. Secondo il premier, per trattare l’argomento world wide web sarà proprio quello il luogo ideale perché “rappresenterà l’80% dell’economia mondiale e il 72% della popolazione mondiale”. Al problema, ha specificato Berlusconi, non possono porre soluzione le Nazioni Unite, che sono “pletoriche”.

Regole per la rete. L’iniziativa del premier parte dall’osservazione che “per quanto riguarda internet manca una regolamentazione comune”. Nessun altro dettaglio, ma Berlusconi ha spiegato che si tratterà di una proposta fatta con una “prospettiva internazionale, in cui l’Italia possa essere avanguardia”.”

[Da “Berlusconi: "Regolamentare internet - farò una proposta al G8 di gennaio"”]

Conoscendo Berlusconi, questo annuncio può essere letto solo come una minaccia.

Personalmente, non ho nulla contro una regolamentazione di Internet a patto che:

  1. Internet venga promossa da “non luogo” a Nazione, con la N maiuscola, inserita a pieno titolo nel novero delle Nazioni della Terra allo stesso livello dell’Italia e con la stessa dignità.

  2. Internet sia consegnata ad una “assemblea costituente” che proceda a darle una costituzione ed a organizzare le prime elezioni democratiche della Rete.

Impossibile? Certo! Ma allora Signori Politici, per favore, state alla larga dalla Grande Rete. Ogni volta che fate una legge, fate dei danni (alla libertà, alla democrazia, al business ed ai cittadini).

Alessandro Bottoni

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