Alessandro Bottoni

Aprile 6, 2009

Il Futuro delle Comunicazioni Digitali

Archiviato in: Business, Internet, Networking, Ricerca, Sysadmin, Tecnologia, sicurezza, telefonia — alessandrobottoni @ 11:48 am
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Viste le notizie degli ultimi giorni, credo che valga la pena esaminare alcune delle più promettenti novità tecnologiche per capire quale possa essere il loro impatto sul mercato e sulla nostra vita sociale.

Per capire quale sia il quadro politico, vi prego di leggere anche questo articolo di Scambio Etico:

http://www.scambioetico.eu/index.php?&topic=673.0

NOTA: Mentre leggete questo articolo, tenete presente che gli smartphone che stanno invadendo il mercato sono quasi sempre dotati di sistema operativo (Windows Mobile, Symbian, Linux, etc.) e di scheda di rete 80.2.X (Wi-Fi). In altri termini, qualunque cosa si possa fare su un normale laptop/notebook si può fare anche con gli smartphone. Ad esempio, si può creare una connessione “ad-hoc” tra due terminali per scambiare file.

Skype sugli Smartphone

La notizia è proprio di questi giorni: finalmente Skype diventa disponibile sui telefoni cellulari di terza generazione (smartphone):

http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/tecnologia/cellulari/nokia-apple/nokia-apple.html?ref=hpspr1

Peraltro, Skype non è certo né l’unica né la prima tecnologia di questo tipo ad arrivare sui cellulari:

http://www.fring.com/

http://www.nimbuzz.com/

http://www.noverca.it/

Su molti smartphone dotati di sistema operativo si possono (o si potranno presto) installare anche i normali sistemi già usati sui Noetbook, come Gizmo, Wengophone ed Ekiga. Skype è solo il “culo più grosso”, come direbbero gli americani (“the largest ass” – to kick, ovviamente). Vedi:

http://it.wikipedia.org/wiki/VoIP

http://it.wikipedia.org/wiki/Skype

L’arrivo di Skype sui cellulari crea ovviamente un grosso problema agli operatori telefonici, che rischiano di verdersi sottrarre una parte importante del loro fatturato. D’altra parte, crea un grosso problema anche ai governi, che rischiano di vedersi sottrarre le ultime possibilità di controllare ed intercettare le telefonate delle persone oneste e dei dissidenti politici (le telefonate dei criminali NON erano intercettabili già da anni). Questo porta ad un certo “nervosismo” sui mercati:

http://punto-informatico.it/2593806/Telefonia/News/internet-wireless-net-neutrality.aspx

Ma dove sta il problema?

Il problema sta nel fatto che queste telefonate possono essere effettuate sfruttando una qualunque connessione Wi-Fi, come quella disponibile in molti uffici o quelle “libere” disponibili in molti “hotspot” (stazioni ferroviarie, aeroporti, etc.). Ovviamente, se la telefonata avviene attraverso una connessione Wi-Fi, NON passa attraverso l’operatore (Telecom, Vodafone, etc.) e quindi l’operatore non ne sa nulla: non la può intercettare e non la può fatturare. Telefonate gratis e senza possibilità (neanche teorica) di intercettazione. Cosa si può volere di più dalla vita?

Skype può sostituire in toto le Telecom?

No. Per poter telefonare attraverso Skype (o qualunque altro sistema VoIP) in questo modo, è necessaria una connessione Wi-Fi. In una città, le connessioni Wi-Fi utilizzabili sono moltissime. Si pensi a quelle che si possono chiedere a prestito negli uffici od a quelle che si possono”scroccare” abusivamente camminando in strada. Oltre queste, ci sono molti hotspot pubblici. Tuttavia, non sempre è disponibile una connessione a cui agganciarsi e quindi non sempre si può fare affidamento su questa tecnica.

Come se questo non bastasse, bisogna tenere conto del fatto che le connessioni Wi-Fi possono essere facilmente saturate da un traffico voce come questo. Se tutto il personale di un ufficio comincia a sfruttare l’unico PoA (“Point of Access”) Wi-Fi disponibile in azienda per telefonare, dopo poco l’intero sistema si inchioda.

Bisogna anche tenere presente che NON si può usare una connessione Wi-Fi camminando per strada. I telefoni cellulari NON possono passare automaticamente da una “cella” Wi-Fi alla successiva in modo automatico, come fanno per il GSM e l’UMTS. Ogni punto di acesso Wi-Fi appartiene ad un diverso “operatore” (di solito un privato cittadino) ed è caratterizzato da un diverso nome, per cui la connessione va ricreata (manualmente o automaticamente) ad ogni passaggio. La riconnessione richiede tempo e fa saltare la comunicazione in corso perchè cambiano gli indirizzi di rete degli interlocutori.

Tutto questo, naturalmente, senza tenere conto del fatto che la stragrande maggioranza delle “celle” Wi-Fi disponibili sono in realtà protette da password ed inaccessibili.

In realtà, Skype su Cellulari è utilizzabile solo in luoghi dove comunque sarebbe più semplice e più economico usare la linea fissa normalmente presente: uffici e case private. L’unica vera eccezione sono le stazioni ferroviarie e gli aeroporti (dove peraltro sono disponibile le postazioni telefoniche tradizionali).

Skype non può quindi essere considerato un vero avversario per le TelCo e le TelCo non dovrebbero cadere nel facile tranello di fare la guerra a questo giocattolo, inimicandosi gran parte dei loro clienti solo per due soldi di mancata fatturazione.

Terranet

Terranet (http://www.terranet.se/), è una bestia completamente diversa ed apparentemente molto più pericolosa di Skype per le TelCo (vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/TerraNet_AB).

In buona sostanza, si tratta di una tecnologia che permette a due telefoni distanti tra loro di comunicare passando attraverso una catena di altri telefoni che si trovano lungo il percorso (e quindi SENZA passare dalla TelCo).

Ad esempio, il telefono di un utente che si trova a Roma Termini potrebbe comunicare con quello di un altro utente che si trova a Piazza di Spagna passando attraverso i telefoni Terranet di due altri utenti che si trovano a Piazza della Repubblica ed in via Barberini. Tutto questo senza mai passare dalla rete del gestore (Telecom) e senza fare uso di nessuna rete ausiliaria, come Wi-Fi, Wi-MAX o Bluetooth. La connessione avviene direttamente da un telefono all’altro sfruttando la radio abitualmente usata per collegarsi alla cella del gestore. Ovviamente, il traffico è cifrato per cui nessuno dei telefoni che agiscono da intermediari può “origliare”. Ad essere più precisi, nessuno di questo telefoni può nemmeno identificare i due telefoni che stanno parlando.

Terranet può sostituire completamente le TelCo?

No. Terranet fa uso di una tecnologia nota come “Wireless Ad-Hoc Mobile Networking” (solitamente nota come MANET). Questa tecnologia è adatta a piccole reti con relativamente poco traffico. Se si tentasse di usare questa tecnologia per connettere migliaia di telefoni, l’intera rete collasserebbe.

Terranet, in realtà, è utilizzabile solo in aree a bassa densità abitativa (aree rurali) e che non possono essere completamente servite da piloni GSM/UMTS in modo economicamente remunerativo. Ad essere precisi, Terranet è realmente utilizzabile su larga scala e su ampie aree solo usando un mix di telefoni intermediari e piloni (“celle”).

Di conseguenza, Terranet è molto più utile alle TelCo per integrare ed allargare la loro offerta di quanto lo sia per gli utenti che vorrebbero scavalcare le TelCo.

Anche in questo caso, le TelCo non dovrebbero cadere nella facile trappola di fare la guerra a questa nuova tecnologia. Anzi: la dovrebbero sfruttare su larga scala per migliorare ed ampliare il loro servizio. Se sfruttata con intelligenza, Terranet è una GROSSA opportunità di guadagno.

Netsukuku

Se c’è qualcosa di cui le TelCo ed i governi dovrebbero veramente preoccuparsi sono le WMN (“Wireless Mesh Networks”) come Netsukuku (http://en.wikipedia.org/wiki/Netsukuku e http://it.wikipedia.org/wiki/Netsukuku in italiano).

Intendiamoci: anche Netsukuku soffre, almeno in parte, degli stessi limiti delle altre reti. Non può essere usata per collegare migliaia di terminali (telefoni o computer) perchè collasserebbe e non può essere usata al posto delle reti telefoniche 3G perchè non è in grado di riconfigurasi così velocmente ed in modo così indolore da non far cadere la comunicazione.

Tuttavia, Netsukuku può reggere un carico molto più ampio di altri tipi di rete Wireless e riesce a riconfigurarsi senza cambiare l’indirizzo dei terminali. Questo vuol dire che può essere usata per creare una MANET adatta anche alle comunicazioni VoIP. Soprattutto, può essere usata come base per sviluppare qualcosa di veramente adatto allo scopo, soprattutto se la si associa ad una tecnologia a lunga portata come Wi-MAX o HyperLAN.

Netsukuku, però, è anche anonima e cifrata. Usando questo tipo di reti, la possibilità di venire identificati e/o intercettati è sostanzialmente nulla.

Non c’è quindi solo il problema del mancato guadagno per le TelCo. C’è anche il problema della totale impossibilità di effettuare sorveglianza ed indagini da parte della Polizia. Questo può essere un bene o può essere un male, dipende da chi usa questa tecnologia. I privati cittadini potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo perchè non dovranno più temere di giocarsi la casa per due brani Mp3 di Laura Pausini scaricati “illegalmente”. Tuttavia, i veri criminali faranno salti di gioia per la possibilità di mettere in piedi, senza nessun timore, una rete di comunicazione perfetta per il traffico di organi, la compravendita di bambini per il mercato pedofilo, il traffico di droga e via dicendo.

Meno “pericolosa” di Netsukuku, ma ugualmente promettente, è CuWIN (http://en.wikipedia.org/wiki/Cuwin). Molto più famosa di entrambe, è FON (http://en.wikipedia.org/wiki/FON).

Conclusioni

Le solite conclusioni di sempre: contrastate le persone ONESTE che si scambiano file musicali e film, che non comprerebbero comunque, e spingerete la rete verso sistemi perfetti per sostenere le attività dei veri criminali.

Sfruttate le nuove tecnologie con intelligenza e ne guadagneremo tutti (anche in termini economici).

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

Aprile 1, 2009

Telecom Package

Archiviato in: Business, Copyright/Copyleft, Cronaca, Eventi, Internet, Siti web, Tecnologia, politica, sicurezza, telefonia — alessandrobottoni @ 9:03 am
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Per una volta nella vita, mi permetto di copiare spudoratamente il testo di qualcun’altro. Quello che trovate qui di seguito è l’accorato appello di Scambio Etico per la lotta al famigerato “Telecom Package”.

Vi prego: diffondete la notizia.


Caro cittadino della Rete,

il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea ha raggiunto un accordo politico su norme e direttive fortemente lesive dei diritti dei cittadini europei e dei consumatori. Tale regolamentazione è inclusa nel Pacchetto Telecom, un complesso sistema di cinque Direttive che influenzerà profondamente le leggi degli Stati Membri dell’Unione Europea, Italia inclusa, per molti anni a venire. L’accordo politico del Consiglio stravolge il contenuto del Pacchetto, che con voto democratico, e con l’appoggio della Commissione Europea, il Parlamento Europeo aveva approvato a larghissima maggioranza nel settembre 2008 con emendamenti che garantivano e tutelavano i diritti fondamentali dei cittadini e dei consumatori.

Il 19 febbraio il Parlamento Europeo darà inizio alla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom, e se non avrà la forza di opporsi alla volontà del Consiglio dei Ministri, entro pochissimo tempo le leggi dei Paesi Membri dovranno obbligatoriamente adeguarsi con le seguenti conseguenze:

- sarà possibile disconnetterti dalla Rete sulla base di semplici indizi, raccolti da società private senza autorizzazione della magistratura, che facciano sospettare che tu abbia condiviso contenuti protetti da copyright. Il tuo fornitore di accesso Internet sarà obbligato a collaborare con le società private per fornire i tuoi dati, e sarà costretto a procedere alla sospensione del servizio. Non avrai diritto né alla difesa né ad un equo processo;

- il tuo fornitore di accesso sarà libero di filtrare contenuti, servizi e applicazioni a piacimento. Per fare solo un esempio fra i tanti possibili, diventerà lecito e legale bloccare Skype al fine di promuovere e costringerti ad acquistare un servizio VoIP a pagamento;

- il tuo fornitore potrà applicare “differenziazioni di tariffe”, e farti pagare abbonamenti aggiuntivi per applicazioni e protocolli specifici, ad esempio per e-mail, FTP, newsgroups, chat, peer-to-peer ecc.; potrà inoltre liberamente decidere a quali siti web potrai accedere senza limitazioni, a quali potrai accedere con de-prioritizzazione del traffico (quindi con rallentamento nello scambio dati), e a quali non potrai accedere affatto;

- qualsiasi società privata, per generici scopi di sicurezza di rete, potrà intercettare, memorizzare a tempo indefinito, leggere e analizzare, tutti i dati che invii e che ricevi sulla Rete senza autorizzazione di alcun organismo governativo, inclusa la magistratura.

Per tutelare i tuoi diritti fondamentali, si è formata un’ampia coalizione europea che riunisce le più importanti associazioni in difesa dei diritti digitali e dei diritti dei consumatori. La coalizione comprende 16 organizzazioni non governative e associazioni che si battono per i diritti dei consumatori, con sedi in 22 Paesi Membri dell’Unione Europea e altri Paesi non Membri. Da settimane rappresentanti della coalizione stanno attivamente partecipando a Brussels al fine di tutelare i tuoi diritti. In Italia le organizzazioni che fanno parte della coalizione sono Altroconsumo, Associazione per il Software Libero, Istituto per le Politiche dell’Innovazione, NNSquad Italia e ScambioEtico.

ABBIAMO TUTTAVIA BISOGNO DEL TUO AIUTO, E NE ABBIAMO BISOGNO CON URGENZA.

Ti chiediamo di dedicare qualche minuto del tuo tempo per scrivere un’e-mail, e se ti è possibile telefonare, all’europarlamentare italiano che ritieni ti possa meglio rappresentare in Parlamento Europeo, al fine di sensibilizzarlo sui gravi rischi che il Pacchetto Telecom arrecherà a Internet e a i tuoi diritti fondamentali, fra i quali la libertà di espressione, di informazione, il diritto alla difesa e a un equo processo, e il diritto alla privacy. Se ti è possibile, ti chiediamo di sensibilizzare i tuoi familiari, conoscenti e amici, e se ti capita di scrivere in Internet, di informare tramite interventi nei forum e nei blog.

Se sei un blogger o un giornalista e ne vuoi sapere di più, non esitare a contattare il Portavoce di ScambioEtico Paolo Brini

Ti forniamo il LINK per reperire le e-mail e il numero di telefono di tutti gli europarlamentari italiani, al fine di farti scegliere quello che ritieni più coerente con le tue idee.  Ti forniamo il link al PDF della lettera aperta della coalizione, indirizzata al Parlamento Europeo e a tutti i suoi Membri, in modo da darti tutti i riferimenti normativi che delineano quanto è stato sopra affermato. Per qualsiasi richiesta o necessità, non esitare a leggere e a scrivere in questo forum LINK, che rimarrà sempre aperto e fornirà supporto nonché aggiornamenti sulla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom.
Infine, ti forniamo anche una proposta di lettera, che potrà darti lo spunto, se ne avessi bisogno, per cosa scrivere e dire.

“Gentilissimo On. <nome cognome>,

vorrei richiamare la Sua attenzione su alcune serie preoccupazioni che nutro nei confronti del Pacchetto Telecom, che è entrato nello stadio di Seconda Lettura al Parlamento Europeo. Le mie preoccupazioni si riferiscono agli articoli relativi a Internet nel Pacchetto Telecom, e che metteranno a repentaglio sia i benefici economici che Internet sta portando all’Europa, sia i diritti fondamentali quali la privacy e la libertà di espressione.

Io desidero poter accedere a qualsiasi sito web o servizio Internet, alla velocità più elevata per la quale sono disposto a pagare. Non voglio che che gli operatori di rete scelgano per me quali siti web e quali servizi e applicazioni posso utilizzare. Voglio essere in grado di sperimentare nuove applicazioni e protocolli senza dover preventivamente chiedere il permesso agli operatori di rete, e non voglio che il traffico che genero e i contenuti ai quali voglio accedere siano bloccati o limitati dagli operatori di rete. Pretendo inoltre il rispetto della mia privacy, in conformità a quanto ripetutamente raccomandato dallo European Data Protection Supervisor e ribadito dallo stesso in data 9 gennaio 2009 e 16 febbraio 2009 ([4] e [5]).

Mi riferisco specificamente ai seguenti articoli del Pacchetto Telecom [1] e [2], i quali:

1. permetteranno il filtraggio di contenuti, applicazioni e servizi – Direttiva Servizi Universali, Articolo 22(3),
2. consentiranno di applicare un rifiuto di accesso a materiale on-line protetto da copyright attraverso tentativi di imposizione, anche quando tale accesso è legale, per mezzo della “cooperazione” fra fornitori di accesso e “i settori interessati alla promozione di contenuto legale” – Direttiva Servizi Universali, Articoli 33(3), 20(1.b.1), 21(4a); e Direttiva Quadro, Articolo 8(4g),
3. minacceranno la privacy attraverso la memorizzazione e l’elaborazione dei dati personali per “motivi di sicurezza” – Direttiva sulla Privacy nel settore delle comunicazioni elettroniche, Articolo 6(7).

Allo stesso tempo,

1. sono state rimosse le protezioni per gli utenti contro le pratiche discriminatorie, le sanzioni sproporzionate e le restrizioni inique di servizio – Direttiva Quadro Articolo 8 (4g) e Direttiva servizi universali Articolo 32a;
2. sono stati indeboliti i controlli regolatori sulle attività dei fornitori di servizio, che proteggerebbero contro pratiche inique, restrittive o discriminatorie – Direttiva servizi universali, Articolo 22(3).

In qualità di Suo elettore, Le chiedo pertanto di opporsi a [2]:

  • Direttiva Servizi Universali

o Articolo 33(3);
o Articolo 20(1.b.1);
o Articolo 21.3 (c) (modificato nel rapporto Harbour [6])

  • Direttiva sulla Privacy nel settore delle comunicazioni elettroniche

o Articolo 6(7)
come da raccomandazioni EDPS (European Data Protection Supervisor) [4] [5]

e Le chiedo di sostenere [3]:

  • Direttiva Quadro

o art. 8.4(ga) (Emendamento 138) (riproposto come Art. 8.4(fb) nel rapporto ITRE relatrice M.me Catharine                                                                    Trautmann) come da raccomandazioni EDPS [5]

  • Direttiva Servizi Universali

o Art. 32a (Emendamento 166)
come da raccomandazioni EDPS [5] (riproposto nel rapporto IMCO, relatore Malcolm Harbour [6])

Confidando in un Suo appoggio verso i diritti fondamentali dei cittadini europei, Le porgo

distinti saluti
<firma>

Riferimenti:

[1] Conclusioni del Consiglio sulle reti future e Internet, Sessione 2907 su TRASPORTI, TELECOMUNICAZIONI ED ENERGIA, Riunione del Consiglio, Brussels, 27 Novembre 2008

[2] Posizione comune del Consiglio adottata il 16 Febbraio 2009

Articolo 22(3) Direttiva Servizio Universale (DIRETTIVA 2002/22/EC)
Articolo 33(3) ; Article 20(1.b.1); Article 21 (4a) Direttiva Servizio Universale,  (DIRETTIVA 2002/22/EC)
Articolo 6(7) Direttiva sulla Privacy nel settore delle comunicazioni elettroniche, (DIRETTIVA 2002/58/EC)

[3] Gli Emendamenti si riferiscono al testo adottato dal Parlamento Europeo il 24 settembre 2008

Emendamento 138 Direttiva Quadro, (DIRETTIVA 2002/21/EC) Art. 8.4g(a)
Emendamento 166 Direttiva Servizio Universale (DIRETTIVA 2002/22/EC) Art. 32.a

[4] “Second opinion of the European Data Protection Supervisor on the review of Directive 2002/58/EC concerning the processing of personal data and the protection of privacy in the electronic communications sector (Directive on privacy and electronic communications)”, 9 gennaio 2009, paragrafi dal 76 all’86.

[5] “EDPS comments on some issues in the review of Directive 2002/22/EC (Universal Service)”, 16 febbraio 2009

[6] “DRAFT RECOMMENDATION FOR SECOND READING on the Council common position [...] Committee on the Internal Market and Consumer Protection, Rapporteur: Malcolm Harbour – 23-02-2009″ art. 21.3 (c)

[7] “DRAFT RECOMMENDATION FOR SECOND READING on the Council common position [...] Committee on the Internal Market and Consumer Protection, Rapporteur: Malcolm Harbour – 23-02-2009″, pag. 51, [...] “(21a) The following article shall be inserted: ‘Article 32a)’”

Marzo 20, 2009

Benvenuti nell’era post-PC

Archiviato in: Business, Internet, Open Source, Tecnologia, telefonia — alessandrobottoni @ 1:15 am
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Da oggi, 19 Marzo 2009, è ufficialmente in vendita anche in Italia lo “smart phone” HTC Dream (HTC G1):

Repubblica: Telecom lancia il telefonino di Google.

Catalogo Telecom Italia Mobile – HTC Dream.

Come potete vedere da questa pagina web, l’HTC G1 in Italia costa circa un quarto in più che in USA, cioè 429 € invece di 429 US$ (il dollaro oggi vale circa 0,7419 US$):

Offerta HTC G1 a PureMobile

A questo prezzo da monopolisti vecchio stampo, per potersi godere fino in fondo l’HTC G1, bisogna anche aggiungere un abbonamento od una ricaricabile che supporti l’UMTS, con i costi non certo irrisori che questo comporta.

Se poi avete mai avuto a che fare con Telecom (in tutte le sue forme mutanti), allora sapete anche che è molto più piacevole una cura canalare che una discussione con il loro servizio clienti o con la loro assistenza tecnica.

Nonostante questo, l’avvento dell’HTC G1 rappresenta davvero una svolta epocale.

Perchè l’iPhone non era abbastanza

L’Apple iPhone non poteva essere considerato il vero punto di svolta tra il “vecchio mondo” (quello dei PC) ed il “nuovo mondo” (quello degli smartphone) per una ragione molto precisa: è un sistema completamente chiuso e proprietario e, come tale, non è in grado di creare uno “standard” e dare vita ad un nuovo settore di business. In altri termini, lo iPhone non poteva produrre il business degli smartphone nello stesso modo in cui, nel lontano 1982, il PC dell’IBM ha creato il business dei PC.

La piattaforma Android di Google, su cui si basa l’HTC G1, è invece perfettamente in grado di agire da piattaforma standard per il nuovo business degli smartphone. Questo resta vero nonostante il fatto che anche Android non sia un sistema completamente aperto e nonostante il fatto che abbia ancora qualche fastidioso problema di gioventù.

Personalmente, però, mi aspetto che il vero standard degli smartphone sarà uno strano mix di varie piattaforme, alcune delle quali basate su Linux ed altre basate su Symbian, tutte rigorosamente aperte e libere, rese interoperabili tra loro da uno strato software di mediazione (come la VM pseudo-Java di Android, per esempio).

Il futuro del personal computing

L’HTC G1 e Google Android rappresentano la prima, vera applicazione pratica di quello che nei prossimi anni è destinato a diventare il nostro modo “normale” di usare l’informatica: attraverso un dispositivo mobile multifunzione (telefono, computer, telecamera, radio, lettore MP3/MPEG4, etc.) e non più attraverso un PC da tavolo o portatile.

Le applicazioni per cui usiamo davvero i PC ogni giorno, infatti, non giustificano più l’uso di un vero PC, da tavolo o da borsa. Anzi: promuovono apertamente l’uso di un dispositivo mobile.

Telefoni come PC

Gli smartphone (già da diversi anni) sono dei veri e propri PC in grado di competere ad armi pari con un laptop. Come tali sono estremamente versatili ma sono anche sensibili alle infezioni e presentano molte falle di sicurezza.

I problemi con cui ci siamo abituati a trattare con i PC (virus, worm, trojan, spyware, rootkit, adware, etc.) sono destinati a perseguitarci anche sugli smartphone. Anzi: hanno già cominciato a farlo.

Sugli smartphone però queste pesti hanno la possibilità di fare più danni. Ad esempio, possono accedere al conto del telefono e farci spendere dei soldi a nostra insaputa.

Come è già avvenuto sui PC, tra tutti i sistemi esistenti quello che presenta più problemi di sicurezza è Windows. Gli altri sono abbastanza immuni (a parte qualcosa su Symbian). Le piattaforme basate su Linux, come anche Android, attualmente sono pressochè immuni da problemi ma mi aspetto che questa situazione privilegiata duri poco. La grande diffusione che questi dispositivi potrebbero avere sul mercato li renderà molto appetibili per i cracker, con tutto quello che ne consegue.

Location Based Services

Una delle novità che questi dispositivi introducono è il GPS. Questo vuol dire che il nostro fornitore di telefonia lo potrà usare per massacrarci di pubblicità basata sulla nostra posizione corrente (la pizzeria più vicina, l’imperdibile centro benessere all’angolo della strada, etc.) ma vuole anche dire che non riusciremo più a perderci per le calli di Venezia.

Sistemi di questo tipo rappresentano poi un deciso passo avanti per la gestione delle chiamate di emergenza. Vedi a questo proposito la questione del cosiddetto “112 Europeo”. Naturalmente, l’Italia è riuscita miracolosamente ad essere l’unico paese della CEE a non avere ancora attivato questo servizio: “L’Italia condannata per gli inadempimenti sul 112 dalla Corte di Giustizia Europea. (Gennaio 2009)”.

Colgo l’occasione per augurare un deciso attacco di emorroidi ai responsabili di questo irresponsabile ritardo che danneggia in modo gravissimo la sicurezza dei cittadini.

Wireless Mesh Networks

L’avvento degli smartphone “aperti” porterà anche alla diffusione di una tecnologia di rete “popolare” nota come WMN (Wireless Mesh Networks) o come MANET (Mobile Ad Hoc Networks). Questa tecnologia è simile alle”scatternet” ed alle piconet usate nel mondo Bluetooth e permette, tra le altre cose, di scambiare file (musica e altro) tra dispositivi senza passare dalla rete del gestore e quindi senza spendere nemmeno un centesimo e senza essere esposti a possibili intercettazioni. In linea di principio è anche possibile usare queste tecniche per telefonare gratis senza passare dalla rete del gestore.

In pratica, si può usare un sistema VoIP (come Skype, ma di tipo aperto e gratuito) per telefonare sulla rete formata da dispositivi mobili che sono collegati tra loro usando connessioni Wi-Fi “ad hoc” (e quindi senza passare dal provider).

Il bello è che, dato che questa soluzione si basa su standard già approvati e già implementati nei dispositivi (Wi-Fi e Bluetooth), a questo punto nessuno può più impedire che questo accada. Tanti saluti alle TelCo ed ai loro spropositati guadagni.

Dato che una rete WMN è per sua natura difficilissima da intercettare, e può essere anche cifrata ed anonima, tanti saluti anche alle major dei contenuti ed ai loro guadagni miliardari. Se dare la caccia ai pirati su Internet è già molto difficile, su queste nuove reti sarà semplicemente impossibile.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

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