Alessandro Bottoni

Giugno 1, 2009

La Saggezza delle Folle (o la loro Stupidità?)

Archiviato in: Neuroscienze, Ricerca, Scienza, Tecnologia, politica, scuola — alessandrobottoni @ 2:44 pm
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Durante questa campagna elettorale ho letto due libri che toccano molto da vicino il tema centrale della mia attività politica, cioè il rapporto che esiste tra democrazia, tecnologia e politica. Più esattamente, ho letto un libro molto valido ed uno decisamente pessimo.

Il libro molto valido è questo:

“The wisdom of crowds”

di James Surowiecki

pubblicato nel 2005 da Anchor Books

ISBN 9780385721707

14,20 € da Feltrinelli International di Roma

Purtroppo, non ne esiste una edizione italiana

Questo libro, che in italiano si chiamerebbe “La saggezza delle folle” è chiaramente il frutto di una lunga riflessione e di un lungo lavoro di documentazione effettuato da una persona molto intelligente e che sa scrivere molto bene. Ve lo consiglio molto, molto caldamente.

Il libro decisamente pessimo è questo:

“Dilettanti.com”

di Andrew Keen

pubblicato in Italia nel 2008 da De’ Agostini

ISBN 9788841857632

15,00 €

Pubblicato originariamente in USA nel 2007 con il titolo “The cult of the amateur”. Esiste anche un sito web di supporto: http://www.cultoftheamateur.com/ .

Questo libro è sostanzialmente un monologo espresso, senza nessun controllo e senza contraddittorio, da una persona carica di pregiudizi e decisamente limitata sul piano culturale e mentale. Ve lo sconsiglio. Spendete i vostri 15 € in una pizza, piuttosto.

Al di là di questa differenza qualitativa, si tratta però di due libri strettamente collegati e che dovrebbero essere letti uno dopo l’altro.

La Saggezza delle Folle

La saggezza delle folle analizza in modo molto intelligente e dettagliato, nonché ricco di riferimenti e di esempi, il cosiddetto fenomeno della “intelligenza collettiva”. Si tratta, come certamente sapete, del fenomeno che sta dietro ad alcuni dei fenomeni tipici di Internet, come i Wiki (Wikipedia) e lo sviluppo Open Source (Linux, OpenOffice, Firefox, etc.).

Si tratta di un fenomeno che ci troviamo ad analizzare e discutere di continuo perchè interessa molti aspetti della nostra esistenza, dalla crescita di Internet fino alla democrazia. Io stesso me ne sono occupato spesso nei miei articoli.

Decentralizzazione

Alla base del fenomeno dell’intelligenza collettiva c’è il fenomeno del decentramento decisionale: si dà vita ad una intelligenza collettiva quando si distribuisce il potere di analizzare un problema e di prendere decisioni ad una comunità di esseri intelligenti.

Questo è il meccanismo che sta alla base appunto di Wikipedia e dello sviluppo del software Open Source. Non c’è nessuno che comandi. Non c’è nessuna gerarchia. La comunità è quindi costretta a trovare da sola la propria organizzazione (attraverso meccanismi che sono poi quelli tipici di qualunque democrazia).

Coordinamento

Il primo “modello” di auto-organizzazione che nasce in queste condizioni è quello di “ccordinamento”: si cerca di muoversi in modo “sincronizzato” con altri per non entrare continuamente in collisione.

Cooperazione

Il secondo modello, un po’ più raffinato, consiste nel prendere decisioni che tengono conto anche del possibile comportamento degli altri o, addirittura, che cercano di ottenere la cooperazione da parte degli altri. Questo meccanismo, come potete capire, è quello alla base della democrazia.

Democrazia

La democrazia, appunto, è semplicemente l’ultimo, ed il più raffinato, di questi modelli di auto-organizzazione. Non è perfetto (e lo si vede bene…) ma rappresenta comunque un piccolo miracolo se si tiene presente il modo in cui nasce.

Il Mito del Dilettante

“Dilettanti.com” esamina invece il contro-altare di questo meccanismo e cioè il modo in cui una folla di non-professionisti, come quella di Wikipedia e dei blog, può mettere in difficoltà un sistema ben strutturato, organizzato gerarchicamente e composto da professionisti preparati, come il mondo dell’informazione (giornali, riviste, libri, enciclopedie ma anche musica, film, etc.).

Si tratta, in altri termini, del famoso e temuto fenomeno della concorrenza tra blogger e giornalisti. Come sapete, io agisco sia da blogger che da giornalista (che da diverse altre cose) e quindi mi sono trovato spesso a discutere di questo tema. Manco a dirlo, dalle mie analisi ho tratto conseguenze sostanzialmente opposte a quelle che ne trae Andrew Keen.

L’Attendibilità

Andrew Keen fa notare in modo molto insistente come certo oggetti, prodotti da una “intelligenza collettiva”, come Wikipedia, possano anche essere terribilmente inaffidabili.

Sembra però non rendersi affatto conto che il modello di Wikipedia NON è l’unico modello di questo tipo esistente e che molti altri modelli possono fornire tutta l’affidabilità del caso, quando questa è necessaria.

Keen cita Citizendium (ma non Google Knol) senza però rendersi conto che Citizendium è sostanzialmente identico a Wikipedia (usa persino la stessa base di codice) tranne che per le regole di accesso.

La Competizione “Sleale” coi Professionisti

Keen si avvicina alla “verità” quando esamina gli effetti della inondazione di prodotti gratuiti e liberi, prodotti da “dilettanti” di vario tipo, sul mercato degli equivalenti prodotti professionali. Keen è convinto che la musica prodotta da dilettanti farà scomparire dalla faccia della terra l’industria musicale così come Wikipedia ha ucciso l’Encyclopedia Britannica.

Non sembra però rendersi conto del fatto che si tratta di mercati diversi che normalmente NON entrano in collisione tra loro.

Cose che non c’entrano nulla

Ad aggravare la situazione, Keen tira in ballo un fenomeno che non c’entra niente con tutto questo: quello della cosidetta “pirateria digitale”. In questo caso non riesce a rendersi conto del fatto che si tratta sostanzialmente di un problema legislativo e di marketing che non può, da solo, affossare un’industria sana.

Come se non bastasse, pone sotto lo stesso “ombrello logico” la pirateria digitale (cioè voi ed io), la pedofilia ed il cyberterrorismo. Potete quindi capire perchè Andrew Keen sia stato sepolto dalle pernacchie dopo l’uscita del suo libro negli USA.

La Perdita della Privacy

Keen si preoccupa molto anche della perdita di “privacy” (o, più esattamente, di “anonimato tra la folla”) che deriva dalla pubblicazione massiccia di informazioni sui siti di social networking (come il famigerato Facebook).

Su questo mi trova d’accordo: c’è un pericolo serio dovuto al fatto che molte persone che ci conoscono parlano di noi e permettono quindi a chiunque di farsi un’idea molto precisa della nostra persona. In buona sostanza, nel XXI secolo non esisterà più il concetto di “personaggio NON pubblico”. Saremo tutti nella stessa scomoda posizione di Berlusconi e della sua ex-moglie.

Su questo, probabilmente, vedremo delle pesanti battaglie legislative (destinate comunque al fallimento).

Soluzioni

Keen propone alcune soluzioni, peraltro piuttosto scontate. Si va da Citizendium al posto di Wikipedia a vari interventi legislativi degni della migliore tradizione neo-con. Non propone di mandare i B52 a bombardare Wikipedia ma poco ci manca.

L’Influsso sulla Politica

In un “afterwords” aggiunto con la seconda edizione, Keen si premura anche di mettere in guardia i cittadini dal crollo della Democrazia dovuta all’intrusione indebita degli… elettori e della discussione priva di controllo. Qui, francamente, raggiunge una vetta di inconsapevole umorismo difficile da uguagliare.

Conclusioni

Leggete questi due libri. Vi farete un’idea molto precisa di come funzionano tutte le comunità, dal team che sviluppa il kernel Linux, a Wikipedia fino ad arrivare alle democrazie occidentali.

Se vi resta tempo, integrate la vostra dieta con questi libri:

“La macchina dei memi”

di Susan Blackmore

Pubblicato nel 2002 da Instar Libri

ISBN 8846100433

18,90 €

“Le armi della persuasione”

di Robert B. Cialdini

pubblicato nel 2005 da Giunti editore

ISBN 8809041100

“i gruppi sociali”

di Giuseppina Speltini e Augusto Palmonari

pubblicato nel 1998 da “Il mulino”

35.000 Lire

ISBN 8815067906

“Psicologia delle Comunicazioni di Massa”

di Anthony Pratkanis e Elliot Aronson

pubblicato nel 1998 da “il mulino”

16,23 €

ISBN 8815055797

Certo, sono molte pagine da leggere ma… alla fine avrete una visione completa e molto chiara di come funzionano le società umane. E forse smetterete anche di votare per Berlusconi…

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

Aprile 7, 2009

Il Comunicato Stampa che Guido Bertolaso non ha mai fatto

Archiviato in: Cronaca, Ricerca, Scienza, politica, sicurezza — alessandrobottoni @ 8:18 am
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Com’era ovvio che avvenisse, in queste ore sta infuriando una rovente polemica riguardo al fatto che il terremoto in Abruzzo potesse essere previsto e riguardo al fatto che non siano state prese le necessarie precauzioni.

Qui di seguito vi riporto un ipotetico (cioè falso) comunicato stampa che Guido Bertolaso avrebbe potuto rilasciare quando ha avuto la notizia delle previsioni di Gianpaolo Giuliani.

Guido Bertolaso non ha mai rilasciato questo comunicato stampa ma avrebbe potuto e dovuto farlo. Poteva inviare questo documento agli organi di stampa senza rischiare assolutamente nulla (sul piano della carriera personale o su altri piani). Poteva inviarlo già il 29 Marzo. A quella data il panico si era già scatenato a causa delle continue e forti scosse che hanno colpito l’Abruzzo sin dai primi giorni di Gennaio 2009 (e NON a causa dell’allarme di Gianpaolo Giuliano, come si continua a sostenere). Questo comunicato non avrebbe potuto aggravare il panico in nessun modo. Anzi: probabilmente avrebbe contribuito a smorzarlo (perchè le persone interessate avrebbero finalmente saputo cosa fare). Rilasciando questo comunicato, Bertolaso avrebbe potuto salvare la vita ad alcune persone ed avrebbe messo molte altre persone nelle condizioni di affrontare questa difficile situazione nel migliore dei modi possibili.

Comunicato Stampa

Roma, 29 Marzo 2009

Il Direttore della Protezione Civile, Dott. Guido Bertolaso, intende rendere noto quanto segue.

Si dai primi giorni di Gennaio 2009 una sequenza di scosse di terremoto ha iniziato a colpire con cadenza quasi quotidiana la regione Abruzzo. Questa sequenza di scosse, sebbene priva di conseguenze pratiche, ha comprensibilmente messo in allarme la popolazione.

Recentemente, un ricercatore del CNR ha sostenuto che un violento terremoto potrebbe colpire la zona di Sulmona nelle prossime settimane.

La Protezione Civile e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia non hanno nessun motivo di ritenere che un evento sismico di questo tipo possa colpire questa zona nel prossimo futuro. Tutte le informazioni in possesso dello staff tecnico e scientifico tendono ad escludere questa possibilità.

Tuttavia, a titolo puramente cautelativo, la Protezione Civile ha provveduto a dislocare una parte delle sue risorse nella zona minacciata. Non va infatti dimenticato che l’area in questione è stata classificata come area ad alto rischio sismico.

[Vi prego di notare che la Protezione Civile è stata effettivamente messa in preallarme e ridislocata qualche giorno dopo l'annuncio di Giuliani. Non si capisce quindi per quale motivo questa informazione sia stata passata alla stampa soltanto DOPO il terremoto.]

In risposta alle richieste di informazioni che raggiungono i nostri centralini, possiamo fornire le seguenti linee guida. Si tratta di linee guida dettate dal semplice buon senso e di validità del tutto generale, adottate spesso in modo del tutto istintivo dalle popolazioni che risiedono in aree soggette a rischio sismico. Non devono essere interpretate quindi come il sintomo di una reale minaccia.

  1. Si consiglia di preparare una valigia per persona, contenente il necessario per pernottare fuori casa alcuni giorni, e conservarla nel baule della propria auto.

  2. Si consiglia di tenere il proprio portafogli ed il proprio telefono cellulare sempre con sé, anche durante il sonno. Il telefono cellulare deve essere tenuto sempre acceso e carico.

  3. Si consiglia di parcheggiare (per quanto possibile) la propria auto lontano dai muri delle case.

  4. Si consiglia di dormire con il pigiama e/o con degli abiti a portata di mano.

  5. Si consiglia di rimuovere gli oggetti che si trovano in alto sui mobili.

  6. Si consiglia di ancorare i mobili alle pareti con appositi ganci.

  7. Si consiglia di depositare presso una banca gli oggetti di valore.

  8. Le persone che non hanno ragione di rimanere nella zona interessata sono invitate a trasferirsi altrove per le prossime settimane.

Il Direttore della Protezione Civile

Dott. Guido Bertolaso

Come potete vedere, si poteva e si doveva fare qualcosa di diverso dal dare dell’imbecille al povero Gianpaolo Giuliani. Questo indipendemente dal fatto che Giuliani avesse ragione o meno. L’allarme per l’imminente terremoto era già diffuso tra la popolazione settimane prima dell’evento a causa di uno sciame sismico di entità tutt’altro che trascurabile e che perdurava da mesi. Anche senza l’intervento di Giuliani, qualche iniziativa tesa a rassicurare e preparare la popolazione andava comunque intrapresa.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

Aprile 6, 2009

Si può prevedere un terremoto?

Archiviato in: Cronaca, Ricerca, Scienza, sicurezza — alessandrobottoni @ 4:18 pm
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Se c’è una persona che in questi giorni ha veramente ricevuto una tegola in testa è Guido Bertolaso, responsabile della protezione civile. Come sapete, pochi giorni fa Bertolaso ha denunciato per procurato allarme Gianpaolo Giuliani, cioè il ricercatore che la settimana scorsa aveva previsto il terremoto di stanotte:

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/terremoto-nord-roma/sciamesismico/sciamesismico.html

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_06/previsioni_terremoto_giuliani_aac2c71e-2273-11de-9ce1-00144f02aabc.shtml

Francamente, è difficile immaginare una coglionata di dimensioni superiori a questa per una persona che si trova nella posizione di Bertolaso.

Ma… si può davvero prevedere un terremoto?

Il Radon

Gianpaolo Giuliani ha ragione quando afferma che le tecniche di cui disponiamo oggi permettono, entro limiti piuttosto ampi, di rilevare i segni premonitori di un terremoto. Và anche detto che sia Giuliani che i suoi colleghi fanno uso di diverse tecniche per arrivare a questo genere di previsioni e non si basano quindi, come comunemente si crede, solo sulla concentrazione del gas Radon. La probabilità di “prenderci” è quindi più alta di quello che si potrebbe credere. In particolare, gli esperti di vulcanologia cominciano a preoccuparsi quando vedono verificarsi contemporaneamente due o più dei seguenti fenomeni.

  1. Un aumento della concentrazione di gas Radon negli strati più superficiali del terreno. Questo vuol dire che qualche roccia profonda si è fratturata lasciando fuoriscire questo gas. Il Radon, infatti si forma per decadimento dell’Uranio e solitamente resta intrappolato nelle roccie in cui nasce finchè non viene liberato da una estesa frattura provocata da un primo, leggero “terremoto” che ha luogo in profondità.

  2. Un aumento dell’attività tellurica (sciame sismico), segno che qualcosa “là sotto” si sta muovendo (e magari si sta caricando come una molla per poi “scattare”).

  3. Un movimento rilevabile di qualche marcatore GPS. Il sistema GPS (ed il più preciso Galileo) vengono infatti usati da anni per misurare il movimento delle placche tettoniche. Se un pezzo d’Italia si sposta rispetto ad un’altra in modo insolito, in genere non è un buon segno.

  4. Modelli statistici basati su serie storiche. Grazie alla grande quantità di dati raccolti dai sismografi di tutto il mondo in diversi decenni, si cominciano a riconoscere dei “pattern” specifici che (a volte) precedono i terremoti.

Come potete capire, se si verificano diversi di questi fenomeni nello stesso momento, c’è effettivamente da preoccuparsi.

La questione del “bersaglio”

Il guaio è che, al momento, non è possibile calcolare il dove ed il quando avverrà il terremoto annunciato da questi sintomi con la precisione che ci serve. Per essere più precisi, di solito queste previsioni permettono solo di dire che avverrà un terremoto da qualche parte all’interno di un cerchio di diverse decine di km di raggio (Giuliani stesso parla di 150 km di diametro) ed in un momento qualsiasi all’interno di un arco di tempo che si estende da alcuni mesi ad alcuni anni. In altri termini, al momento è soltanto possibile fare una previsione come la seguente.

“Nel periodo Marzo 2009 – Marzo 2012 avrà luogo un terremoto con intensità compresa tra 5 e 7 punti della Scala Richter da qualche parte nel Lazio.”

Capite bene che NESSUNO oserebbe mai far evacuare l’intera popolazione del Lazio per tre lunghi anni (od anche solo per tre giorni) solo sulla base di questa (pur veritiera) previsione.

Una evacuazione di massa, infatti, costa una follia, crea un serie di casini pazzeschi e… normalmente uccide almeno una persona ogni 100.000 abitanti (vecchietti che muoiono di crepacuore, incidenti durante gli sgombri, etc.). Come dire che si doveva accettare una scommessa più o meno come la seguente.

“Scommetto la certezza di un morto o due e circa 30 milioni di Euro di perdite economiche contro la possibilità che ci siano alcune centinaia di morti e perdite per alcuni miliardi di euro (una parte delle quali sono comunque inevitabili).”

Voi che avreste fatto?

Però Giuliani c’ha preso…

Si, Gianpaolo Giuliani c’ha proprio preso.

La sua previsione era per un terremoto “grosso” (tra i 5 ed i 7 gradi della scala Richter) in un punto qualunque all’interno di un cerchio di 100 – 150 attorno a Sulmona e nei pochi giorni sucessivi al 29 Marzo. Il terremoto che ha avuto luogo ha avuto baricentro a l’Aquila, che si trova a meno di 60 Km di distanza dal punto previsto, a solo una settimana di distanza dalla data prevista e con una intensità di 6,3 gradi Richter.

Francamente, è impossibile sostenere che non c’abbia preso.

Se c’è una persona a cui Bertolaso non avrebbe MAI dovuto dare dell’imbecille in vita sua, questo è proprio Gianpaolo Giuliani. Questo anche perchè Giuliani è un sismologo mentre Bertolaso è un medico (anche se esperto di protezione civile).

In questo momento, è difficile dire se si è trattato di pura fortuna o di vera gloria. Sarà la ricerca scientifica dei prossimi anni a deciderlo. Di sicuro, Giuliani si è preso una bella rivincita.

Ma che si poteva fare?

Poco. In ogni caso, non si sarebbe potuta evacuare tutta l’area interessata. Spostare decine di migliaia di persone è comunque qualcosa che richiede settimane, non giorni.

Non si sarebbero nemmeno potuti “preparare” gli edifici per resistere all’impatto. Per queste cose ci vogliono anni, non giorni.

Si sarebbe però potuto invitare chi poteva a sloggiare. Poca gente, magari, ma perchè lasciarli dov’erano?

Si sarebbe anche potuto avvertire chi restava di fissare i materiali alle pareti, in modo che non cadessero loro sulla testa. Certo, se è tutta la casa a crollare non c’è scampo ma… solo crollate solo alcune case, non tutte. Come sempre avviene in caso di terremoto, la stragrande maggioranza dei feriti è stata colpita dai mobili che si sono ribaltati e dagli oggetti che sono caduti dai mobili stessi. Questo si poteva evitare.

Conclusioni

Bertolaso è un personaggio molto discusso e francamente non mi sta simpatico. Tuttavia, credo che in questa occasione abbia fatto il suo lavoro nel modo in cui andava fatto. Certo, poteva cogliere l’occasione e far di più (tanto il panico a L’Aquila si era già scatenato) ma in fondo ha fatto quello che poteva.

Tuttavia, a questo punto le pubblice scuse a Giuliani sono d’obbligo. Quell’uomo c’ha preso. Non sono sicuro che non si sia trattato di pura fortuna ma c’ha preso. Questo bisogna riconoscerglielo.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

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