Religione


Impossibile non saperlo: al concerto del 1° Maggio 2007, il conduttore e comico Andrea Rivera si è lasciato andare ad alcune “battute” anticlericali ed è stato immediatamente sommerso dalle critiche del mondo cattolico, con in testa gli organizzatori del concerto (i sindacati CGIL, CISL e UIL) ed il Presidente del Consiglio Romano Prodi (che, tecnicamente parlando, dovrebbe essere di sinistra e, in ossequio alla Costituzione, dovrebbe anche essere laico e garante della laicità dello stato).

Direi che questo curioso episodio merita un approfondimento.

AVVERTENZA: Se andate a messa tutte le Domeniche, evitate di leggere ciò che segue. Voi vi risparmierete un po’ di mal di fegato ed io la fatica di mandarvi al diavolo. Sono ateo, comunista, mangiapreti e via dicendo. Siete stati avvertiti.

Cosa è veramente successo

Secondo Repubblica ed il Corriere, Andrea Rivera ha detto, testualmente:

«Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»

«Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni».

Sulla prima affermazione non c’è da discutere: la Chiesa Cattolica si schiera contro la teoria dell’evoluzione da quando essa esiste e continua a farlo tuttora. Lo Stato italiano, nella forma del governo di destra di Silvio Berlusconi, ha persino cercato di affossare l’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole senza nemmeno passare per una discussione democratica. Se questo non vi risulta potete riparare la vostra memoria cattolica leggendo uno qualunque dei numerosi articoli che ne parlano.

http://www.girodivite.it/Moratti-cancella-Darwin.html

http://www.repubblica.it/2005/a/sezioni/cronaca/riforscuola/darwin/darwin.html

http://italy.indymedia.org/news/2005/02/738287.php

http://www.cicap.org/articoli/at101952.htm

http://www.pianetascuola.it/attualita_scientifica/articoli/darwin/unita_1.htm

http://www.fisicamente.net/index-507.htm

Ora Darwin è tornato, promosso a pieni voti, ma certo non per merito dei cattolici.

Sulla seconda affermazione, cioè sul fatto che la Chiesa non si sia mai evoluta, possiamo discutere ma resta il fatto che fa parte degli assiomi di base di qualunque religione, inclusa quella cattolica, quello di restare fedeli alle proprie radici. Una posizione coinservatrice e anti-adattativa (anti-evolutiva) è quindi parte integrante del DNA religioso.

Sulla questione dei funerali, c’è poco da discutere. Sono fatti di cronaca a conoscenza di tutti coloro che vedono almeno il telegiornale. Potete verificare da soli rovistando negli archivi online dei giornali o consultando Wikipedia.

Quindi, si possono dire molte cose di Andrea Rivera ma certo non si può dire che abbia mentito.

Non si può nemmeno dire che abbia offeso qualcuno. Avete forse trovato delle offese verbali tra le sue parole?

Terroristi?!

Secondo l’Osservatore Romano:

“Anche questo è terrorismo. È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile.”

Quindi sarebbe terrorismo.

Dire cose vere in pubblico, senza offendere nessuno, sarebbe terrorismo. Esprimere le proprie opinioni pubblicamente su fatti noti a tutti sarebbe terrorismo.

Ed allora cosa non sarebbe terrorismo?

Andrea Rivera avrebbe vilmente lanciato dei sassi contro il Papa (metaforicamente parlando) perchè ha detto pubblicamente che non approva la condotta della Chiesa su alcuni punti fondamentali.

Forse è il caso di ricordare a questi Signori il seguente frammento della Costituzione Italiana.

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Fintanto che Andrea Rivera agisce fuori dalle mura vaticane, questa è la legge che deve rispettare. E l’ha rispettata, nella forma e nella sostanza. Niente terrorismo. Niente sassi. Solo il normale diritto di parola di un uomo libero in un paese democratico.

Ignoranti?!

Sempre secondo l’autorevole quotidiano:

“Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt’altro mestiere. Ieri, dunque, al tradizionale concerto del 1° maggio, in piazza San Giovanni, uno dei “conduttori” ha tenuto un piccolo comizio nel quale ha mischiato varie cose e varie aggressioni verbali, dando vita ad un confuso e approssimativo discorso sull’evoluzionismo e sui temi della vita e della morte.”

Il “piccolo comizio” di Andrea Rivera si è protratto per “ben” 62 parole. Decisamente piccolo, soprattutto se si considera che l’articolo dell’Osservatore Romano che lo condanna tanto duramente si protrae per 398.

Sul fatto che abbia utilizzato argomenti risibili, mi permetto di dissentire. Ha mosso delle contestazioni importanti su temi fondamentali della condotta della Chiesa.

Sul fatto che abbia mostrato una “sconcertante ignoranza” mi permetto di dissentire e di indignarmi: Andrea Rivera ha detto solo cose vere. Non ha mostrato nessuna ignoranza dei fatti per quanto riguarda le cose di cui ha parlato. Forse Rivera non sa come si curi un raffreddore ma di certo sa come sono stati celebrati i funerali di Welby, di Pinochet e di almeno un esponente della banda della Magliana. Di certo sa bene qual’è, da sempre, l’atteggiamento della Chiesa e dei cattolici nei confronti di Darwin. Nessuna ignoranza. Solo fatti.

Andrea Rivera non ha affatto “mischiato varie cose”. Ha parlato di due soli temi fondamentali: l’evoluzione e l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’eutanasia. Lo ha fatto da uomo libero che parla ad altri uomini liberi mettendo in gioco la sua faccia. Lo ha fatto senza offendere nessuno.

Andrea Rivera non ha aggredito nessuno. Non c’è traccia di offese o minacce nelle sue parole.

Andrea Rivera non ha affato “dato vita ad un confuso e approssimativo discorso sull’evoluzionismo e sui temi della vita e della morte”. Piuttosto ha detto chiaramente cosa pensava delle posizioni della Chiesa su questi temi.

E’ un suo ed un nostro diritto costituzionale.

Sindacalisti e politici….

“I sindacati ed altri partecipanti alla manifestazione si sono dissociati dalle parole del “conduttore”. “

Personalmente, non credo proprio che i sindacati possano andare fieri di questa loro presa di distanze. Andrea Rivera è stato chiamato da loro a lavorare e parlare per loro. Scaricarlo in questo modo non fa certo onore alle organizzazioni sindacali.

“Sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l’Arcivescovo Angelo Bagnasco, cui è arRiverata l’apprezzata solidarietà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,”

Il Presidente della Repubblica non può che condannare gli “spiriti etilici” che si danno ad atti vandalici contro le Chiese. Deve essere così.

Nondimeno, il Presidente della Repubblica (che è stato eletto anche con il mio voto e dovrebbe rappresentare anche me) dovrebbe anche dedicare una parte delle sue energie al tentativo di arginare i palesi tentativi di interferenza della Chiesa Cattolica nella vita politica del paese. Le minacce (perchè di minacce si è trattato) rivolte ai deputati cattolici dalle alte gerarchie ecclesiastiche negli ultimi mesi avrebbero meritato una presa di posizione del Presidente molto più dura di quanto lo meritasse una scritta vandalica sui portoni di una Chiesa.

Due pesi e due misure. Un atteggamento politico dettato evidentemente dalla paura che, per quanto mi riguarda, costerà il mio voto alla sinistra “moderata” di Prodi e di Napolitano.

Laicismo opportunista?!

“Le parole del “conduttore” forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale. Sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l’Arcivescovo Angelo Bagnasco, cui è arRiverata l’apprezzata solidarietà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si sta battendo con coraggio anche sul tema degli incidenti sul lavoro. Sono di queste ore anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da “br” in carcere, un’offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell’odio anticlericale. Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d’essere, per convenienza politica.”

Francamente, non vedo come Andrea Rivera possa essere accusato di “sconcertante superficialità” per aver detto cose vere, facilmente verificabili da chiunque, e significative per la vita politica del paese. Dove starebbe la superficialità?

Comunque, parliamo di cose serie. Che esistano terroristi è un fatto. Che questi terroristi abbiano qualcosa a che fare con il mondo laico, è sicuramente un’altra questione.

Sfido pubblicamente chiunque, in questa sede, a dimostrare che le organizzazioni laiche italiane abbiano qualcosa a che fare con il terrorismo. Se siete in grado di portare dati dimostrabili, fatelo (di fronte alla Magistratura)! Se non siete in grado di farlo, tacete! Parlare senza avere prove è diffamazione.

Infine, vi invito a riflette su questa frase:

“Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d’essere, per convenienza politica.”

Veramente, secondo voi, il mondo laico italiano, che si batte, ad esempio, per il diritto all’eutanasia, può essere accusato di queste bassezze?

Personalmente, trovo queste accuse semplicemente spregevoli e sfido ancora una volta l’Osservatore Romano a dimostrarle od a tacere. L’autorevole quotidiano cattolico è già andato ben oltre il limite della diffamazione con queste frasi.

In nome dell’Amore?!

“Lo dimostrano le interpretazioni capziose di discorsi fatti dallo stesso Presidente della Cei, discorsi condotti sempre, come si diceva, in nome dell’amore, in difesa del bene dell’uomo, ragionamenti articolati e argomentati, rivolti a chi ha l’onestà di ascoltarli.“

Per amor di cronaca, i “ragionamenti articolati e argomentati” di Monsignor Bagnasco sono stati, ad esempio, i seguenti (scusate la lunghezza della citazione ma è necessaria per non essere accusati di fare “interpretazioni capziose “).

“Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, - ha affermato mons. Bagnasco - non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l’unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell’opinione generale, o dell’opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia - ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente - allora è difficile dire dei no, è difficile porre dei paletti in ordine al bene”.

”Perché dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all’incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? E via discorrendo, perché poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali”.

”Oggi ci scandalizziamo ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell’etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile dire ‘no’. Perché dire no a questo a quello o a quell’altro. Se il criterio sommo del bene e del male è la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o più sono consenzienti, fanno quello che vogliono perché non esiste più un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non più l’uomo nella sua libertà di scelta ma nel suo dato di natura”.

“Vi è necessità di porre dei paletti a una società che sta andando alla deRivera. Oggi comunicare i valori dell’uomo e della fede non è facile perché in queste epoca ci si deve scontrare con molti altri modi di pensare. La nota sui Dico è un esempio di impegno col quale noi vescovi ci siamo cimentati, con molta coralità, e a mio parere è un buon risultato. E’ un buon esempio di come oggi la comunicazione debba tener conto delle ragioni antropologiche. Non solo di quelle della fede, ma di quelle che deRiverano dal retto uso della ragione per non cadere nella facilissima accusa che i cattolici vogliono imporre le proprie convinzioni al popolo in un contesto di chiaro pluralismo e frammentazione culturale”.

Da Passi nel Deserto

Davvero queste prese di posizione contro tutto ciò che non si adegua alla indiscutibile autorità morale della Chiesa vengono fatte “in nome dell’amore, in difesa del bene dell’uomo”?

Personalmente, non vedo amore per l’uomo, e non vedo nessuna volontà di difenderlo, in queste parole. Vedo invece la volontà di soggiogare l’uomo, espropriandolo del diritto fondamentale di decidere della sua etica e del suo comportamento insieme ai suoi simili.

L’unica cosa certa è che questi ragionamenti sono “ rivolti a chi ha l’onestà di ascoltarli”. Difficilmente una persona che non sia già stata precondizionata ad accettare questo esproprio dell’etica da molti anni di indottrinamento cattolico potrebbe accettare queste parole senza indignarsi.

Anacronismi?!

“Eppure qualcuno li ha forzati per aprire una “guerra” strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi. Come quella presenza sul palco a San Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti giovani.”

Chi ha acceso questa “nuova stagione della tensione”?

I laici che se ne stavano buoni buoni, in un Parlamento democraticamente eletto, a discutere di come una società democratica debba affrontare i problemi quotidiani con il dovuto senso della realtà ed il dovuto rispetto della persona?

Od è stato piuttosto qualcuno che ha minacciato di scomunica (senza poi arrivare ai fatti) tutti coloro che non si fossero attenuti ai suoi dictat morali, a partire dai politici eletti dal popolo nel parlamento di un’altro Stato sovrano?

Chi sarebbe l’anacronismo?

Andrea Rivera, con i suo trent’anni e la sua filosofia, del tutto aderente alle necessità del XXI secolo?

O non è piuttosto anacronistico qualcuno che pretenderebbe di imporre alla nostra società, che dispone della pillola anticoncezionale, della bomba atomica e dello Space Shuttle, la stessa etica che controllava la vita di una antichissima popolazione di pastori analfabeti, abituati a lavarsi due volte l’anno?

Commenti irrispettosi ed irresponsabili?

Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, intervistato dal TG1, ha appena bollato come irrispettose ed irresponsabili le battute di Andrea Rivera.

Un senso di disgusto, secondo Sandro Bondi, portavoce di Forza Italia, è ciò che gli procurano le battute del nostro malcapitato comico. Tutti gli altri portavoce della destra italiana (compreso il Primo Ministro Romano Prodi, che parla di “scriteriati”), si sono schierati contro il conduttore/comico.

Andrea Rivera ha detto solo cose vere, facilmente riscontrabili sui giornali. Non ha offeso nessuno. Ha detto ciò che pensava, pubblicamente, mettendo in mostra la propria faccia, esattamente come prevede l’articolo 21 della Costituzione.

Cosa gli si può realmente rimproverare? Di non essersi genuflesso di fronte ad una autorità morale che non riconosce e verso la quale non ha nessun obbligo di obbedienza?

Conclusioni

Per quanto mi riguarda, ho sentito abbastanza, soprattutto da Prodi, per poter stabilire che non farò parte del nascente Partito Democratico. Non voglio avere nulla a che fare con una sinistra che non ha il coraggio di prendere posizione nei confronti della Chiesa in occasioni come questa.

Le prese doi posizione di Prodi su questo punto gli sono già costate almeno il mio voto.

Adesso devo fare anche un discorsetto con i sindacati (che hanno agito in modo unitario, in questa occasione, e sono quindi tutti ugualmente colpevoli).

Voi che farete? Andrete a messa?

Se posso consigliarvi qualcosa, andate a www.wordpress.com , create il vostro blog e dite quello che pensate. La politica si fa molto più in Rete (dove è possibile dire la propria opinione) che altrove, al giorno d’oggi. Non rinunciate a questa possibilità.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

 

Links utili:

Osservatore Romano

Unione Atei e Razionalisti Italiani

 

Gravi Minacce a Monsignor Bagnasco

Ieri a mezzogiorno, sul TG3 regionale di Bologna, hanno mostrato una scritta “Bagnasco vergogna” (senza nemmeno il tradizionale punto esclamativo) dipinta con vernice rossa (anatema!) sul pavimento di una galleria davanti alle ACLI di Bologna.

Subito dopo hanno riferito che il questore di Bologna ha dato il via ad una indagine di polizia per “minacce gravi” contro Monsignor Bagnasco.

Secondo voi, in quale delle due parole usate dai “terroristi” si trova la “minaccia grave”? In “Bagnasco” od in “vergogna”?

E di cosa, esattamente, è stato minacciato Bagnasco con queste scritte? In altri terminio, cosa gli vorrebbero fare questi ferocissimi terroristi al povero Monsignor Bagnasco se fossero in grado di mettergli le mani addosso?

Infine, cosa dobbiamo pensare di un questore che agisce in questo modo? Dobbiamo aspettarci le stesse tecniche investigative messe in atto molti anni fa a carico del “ferocissimo terrorista” Giuseppe Pinelli?

 

A mali estremi, estremi rimedi

Riporto dalla mailing list di UAAR:

Unioni civili: Radicali Romani aggrediti a La Sapienza mentre raccoglievano le firme. La politica e i media non sottovalutino

12 aprile 2007

Dichiarazione congiunta di Rita Bernardini, Segretaria Radicali Italiani, e di Alessandra Pinna, Presidente dell’Associazione Radicali Roma:

“Questo pomeriggio” dichiara Alessandra Pinna “con altri due compagni mi trovavo davanti all’entrata dell’Università La Sapienza per un tavolo di raccolta firme per la proposta di delibera popolare finalizzata all’istituzione del Registro delle Unioni Civili al Comune di Roma. Mentre stavamo raccogliendo le ultime firme, soddisfatti della buona risposta che i giovani avevano mostrato verso la nostra iniziativa, un uomo sulla quarantina, che già ci aveva precedentemente mostrato in modo del tutto pacifico il suo disappunto sulla proposta di delibera popolare, si è repentinamente scagliato violentemente sul tavolo cercando di ribaltarlo e si è impossessato dei moduli di raccolta firme tentando di strapparli. Due di noi, aiutati da due passanti, lo hanno bloccato mentre cercava di svincolarsi violentemente fino all’arrivo della Polizia. Nel mentre gridava ‘a mali estremi, estremi rimedi’ definendoci ‘distruttori della famiglia’.

Fino a questo momento (ore 9:21 del 13 Aprile 2007) non si ha notizia della apertura di una indagine per “minacce gravi”, o per nessun’altra ipotesi di reato, a carico del quarantenne in questione.

Fading to Islam

Come noto, la Religione Cristiana “deriva” da quella ebraica e quella Islamica “deriva” da quella Cristiana ed Ebraica insieme. O forse sarebbe più esatto dire che la religione Islamica “ingloba” quelle Cristiana ed Ebraica e che la religione Cristiana “ingloba” quella Ebraica. In ogni caso, le affinità sono evidenti.

Basta osservare una delle innumerevoli processioni che si tengono ogni anno nel nostro paese (e non solo nel meridione) per rendersene conto. In particolare, il rito dell’autoflagellazione ricorre quasi identico sia nelle cerimonie islamiche del Muharram (vedi anche Balla coi Sufi) che nelle cerimonie cristiane del Rito dei Vattienti di Nocera, del Rito dei Battenti di Guardia Saframondi e dell’analogo rito a Verbicaro.

Basta guardare le foto dei riti Islamici e di quelli Cristiani per capire che si tratta di due tifoserie che si fronteggiano a distanza, mostrando i muscoli e la propria capacità di soffrire, più o meno come avviene nella Haka dei Maori.

Evidentemente, grazie all’opera innovatrice condotta dalla Chiesa Cattolica negli ultimi vent’anni, il nostro paese sta orgogliosamente riscoprendo la sua anima più profondamente “mediterranea” e “ortodossa”. A noi poveri laici non resta che preparare le valigie e lasciare campo libero a questi “Difensori della Vera Fede”. Torneremo, se del caso, a sepellire i morti segnando le tombe con i loro scudi crociati e le loro spade, come nella migliore tradizione.

Non c’è più posto per la ragione e la tolleranza da queste parti.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

Ho appena finito di leggere “Un’etica Senza Dio” di Eugenio Lecaldano. Da ateo convinto, vi racconto cosa ne penso. Se domenica scorsa siete andati a messa, vi sconsiglio di proseguire nella lettura.

Le fonti

Il libro di cui stiamo parlando è questo:

“Un’etica senza Dio”

di Eugenio Lecaldano

Laterza 2006

ISBN 8842080004

12 euro a Marzo 2007

Il nocciolo della questione

Il libro di Lecaldano è molto più interessante e molto più utile di altri che si vedono sugli scaffali delle librerie in questi giorni. In particolare lo consiglio come sostituto del libro di Augias (“Inchiesta su Gesù”) e di quello di Odifreddi (“Perchè non possiamo essere Cristiani”). Lecaldano, infatti, centra il nocciolo della questione: non si chiede ai Cristiani (od ai credenti di altre Religioni) di abbandonare la loro Fede, si chiede a queste persone di non tentare di imporre la loro visione del mondo ad altre persone che ne hanno già un’altra, del tutto diversa dalla loro ed altrettanto degna.

Dio è incompatibile con l’Etica

Più esattamente, Lecaldano ricorda come almeno 300 anni di riflessione filosofica di alto livello (dgli Illuministi ai giorni nostri) abbiano già chiaramente dimostrato che Dio non è compatibile con l’Etica.

Non lo è perchè tenta di sottrarre all’Uomo il diritto ed il dovere di sviluppare e di mantenere nel tempo un’etica che sia realmente frutto della sensibilità umana e, come tale, sia in grado di risolvere i problemi che l’Uomo si trova ad affrontare quotidianamente.

L’etica è la scelta fondamentale di un essere cosciente e sociale. È l’etica che stabilisce lo scopo dell’esistenza e le sue linee guida. Ogni altra decisione è secondaria rispetto ad essa. Per questo nessun essere pensante può delegare la responsabilità di questa scelta ad altri, nemmeno a Dio.

Chi abdica a questa responsabilità per adottare un’etica preconfezionata, qualunque essa sia, non si impadronisce di un’etica migliore. Si limita a rinunciare alla possibilità di costruire qualunque tipo di etica perchè l’etica è riflessione razionale, confronto con gli altri e scelta personale. Non può essere acquistata sulle bancarelle.

L’etica dei Miscredenti

Dal libro di Lecaldano è anche possibile “distillare” i princìpi di base dell’etica razionalista (cioè le cose in cui credono coloro che non credono in Dio):

  1. Solidarietà. Si soffre per la sofferenza degli altri e si gioisce per la loro felicità. Non occorre essere religiosi per questo: basta il normale patrimonio di neuroni, emozioni ed adattamenti evolutivi che caratterizza la nostra specie (e molte altre).

  2. Giustizia. Non si accetta che vengano calpestati i diritti di nessuno.

  3. Imparzialità. Si è tutti uguali di fronte all’etica ed alla legge.

  4. Razionalità. Possono essere imposte solo regole che abbiano il conforto della ragione. La superstizione non può guidare le nostre scelte.

  5. Libertà. Possono essere imposti solo i limiti che sono necessari per salvaguardare i diritti di altri individui, gli interessi comuni della società o le risorse ambientali da cui tutti dipendiamo. Non può essere limitata la libertà di pensiero, di parola e di azione di un individuo se il suo esercizio non comporta danni per nessuna di queste entità.

  6. Condivisione. Si possono certamente imporre dall’alto delle leggi (giuste o sbagliate che siano) ma non si può imporre un’etica. L’etica, per sua stessa definizione nasce dall’analisi razionale del mondo in cui viviamo, della nostra società e dei suoi bisogni. L’etica nasce dalla discussione e dal confronto delle idee. L’etica si adatta alla realtà del momento storico, della tecnologia disponibile e dello stadio culturale di una società. Di conseguenza, l’etica può solo nascere da un accordo comune su quali debbano essere i valori da perseguire e quali gli strumenti per raggiungerli.

Questo elenco, da solo, dovrebbe essere sufficiente a dimostrare che chi non crede in Dio è molto lontano dal non possedere un’etica.

Dio è incompatibile con la Ragione

Com’è inevitabile, il libro di Lecaldano finisce anche per dimostrare come la Fede in un qualunque Dio sia incompatibile con l’esercizio della Ragione. In realtà, Lecaldano non fa altro che ricordare il lavoro di analisi svolto nei secoli passati da molti filosofi occidentali (alcuni dei quali credenti ed alcuni dei quali portati in palmo di mano dalla Destra religiosa per altri motivi).

Il lavoro di questi filosofi parla chiaro: se si accetta una guida spirituale superiore, si accettano il suo punto di vista ed i suoi valori riguardo ad un punto talmente fondamentale del pensiero da mettere in discussione ogni altra cosa. In questo modo si abdica al diritto ed al dovere di sottoporre la realtà ad una analisi accurata e critica. Se si sceglie la Fede, si abbandona la Ragione. Non c’è compromesso.

Dio è incompatibile con la Pace

Ma c’è di più: dalla pratica della nostra storia risulta chiaro come la Religione sia incompatibile con la Pace ed il rispetto dei Diritti Umani. Come ricorda Lecaldano, se si accetta l’idea che esista un “bene superiore” (ad esempio la salvezza dell’anima e la vita dopo la morte), allora la nostra vita terrena, i nostri diritti terreni, la nostra stessa vita e la nostra stessa salute diventano, per forza di cose, beni secondari e spendibili.

Non si sarebbero potuti erigere roghi e combattere crociate se così non fosse.

Ignoranti

Il libro di Lecaldano è diviso in due parti: una prima sezione di circa 50 pagine di analisi filosofica ed una seconda sezione di altre 50 pagine dedicata alle fonti. Lecaldano raccoglie in questa seconda sezione le citazioni salienti di alcuni filosofi ed un’ampia bibliografia ragionata sul tema. Personalmente, sono grato a Lecaldano di questo lavoro perchè serve a chiarire un punto: non si è atei per ignoranza.

Mi càpita spesso di venire accusato di ignoranza quando parlo di religione. Questo è un fatto curioso perchè ho ricevuto una solida ed estesa formazione cattolica, ho ricevuto tutti i sacramenti previsti dalla Chiesa (tranne due: l’estrema unzione e l’ordinamento sacerdotale), ho ricevuto una formazione filosofica di livello universitario e sono da circa 30 anni un attento studioso di queste cose. Chi mi legge spesso non riesce letteralmente a credere che si possa conoscere bene Dio (o, più esattamente, si possa conoscere bene ciò che di Dio raccontano gli uomini) e non credere in esso.

Ringrazio Lecaldano per avere ricordato a tutti che esiste una ampia ed esaustiva trattazione laica e razionalista di questi temi. Non siamo atei perchè non conosciamo Dio. Anzi: forse lo siamo proprio perchè lo conosciamo bene.

Conclusioni

Gran bel libro. Da comprare e da leggere avidamente. Se posso trovare una pecca a Lecaldano è la sua prosa, tipicamente “filosofica” e quindi non molto leggibile. In ogni caso, anche un lettore di medie capacità è perfettamente in grado di seguire l’articolazione degli argomenti, magari appoggiandosi a Wikipedia per i dettagli.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

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