Alessandro Bottoni

Dicembre 17, 2009

Sdraiati per protesta

Archiviato in: Cronaca, Diritto, Eventi, Internet, Siti web, Tecnologia — alessandrobottoni @ 7:18 am

Come conseguenza della (peraltro vile ed esecrabile) aggressione a Berlusconi, i soliti Maroni e Carlucci stanno ripresentando al nostro imbavagliatissimo ed inerme parlamento l’ennesimo “Piano R” per la soppressione dei diritti digitali dei cittadini:

Maroni: Nuove norme su cortei e siti – Si parla di filtri alla navigazione web

Dirette televisive su internet – serve il via libera del governo

Contro questo ennesimo tentativo di golpe, Enzo Di Frenna ed alcuni altri attivisti stanno organizzando una pacificissima e civilissima manifestazione di protesta:

I Corsari Democratici per il Diritto alla Rete

Vi prego di diffondere la notizia con ogni mezzo possibile e di partecipare all’iniziativa.

Alessandro Bottoni

Dicembre 15, 2009

Non usate Facebook!

Archiviato in: Cronaca, Internet, Siti web — alessandrobottoni @ 3:21 pm

Non usate Facebook!

È già abbastanza scandaloso che l’amministratore di una rete sociale (cioè di una “fan page” Facebook, in questo caso) possa cambiare nome, descrizione e scopo alla rete stessa senza dover prima chiedere il consenso dei suoi iscritti, come è appunto successo nelle scorse ore in alcuni casi, ma è semplicemente inaccettabile che il gestore del servizio (cioè Facebook i prima persona) si possa permettere di oscurare le pagine di chicchessia sulla base esclusiva del proprio, insindacabile giudizio.

Nella notte tra lunedì e martedì, alcuni gruppi di Facebook, nati per scopi assolutamente privi di colorazione politica, sono stati trasformati in gruppi di sostegno a Berlusconi dai loro amministratori. La trasformazione ha avuto luogo grazie al cambiamento del nome del gruppo, della sua descrizione e della sua “missione”. Queste trasformazioni sono avvenute all’insaputa degli utenti e senza la loro autorizzazione. Centinaia di migliaia di persone si sono trovate quindi iscritte ad un gruppo di solidarietà a Berlusconi mentre credevano di essersi iscritte ad un gruppo di solidarietà ai terremotati dell’Abruzzo. Vedi:

Facebook, il giallo dei gruppi pro Berlusconi nati in una notte trasformando altre pagine.

Ovviamente, gran parte di queste persone si è poi affrettata a ritirare la propria sottoscrizione al gruppo (indipendentemente dal fatto che fossero più o meno d’accordo con la trasformazione stessa).

Mentre avveniva tutto questo, la direzione di Facebook ha deciso di oscurare questi ed altri siti con un atto d’autorità unilaterale, legittimato (secondo Facebook) dalla violazione della “Policy” aziendale. Vedi:

Facebook, spariti i gruppi pro e contro Tartaglia

In nessun paese democratico è ammissibile che la libertà di espressione di centinaia di migliaia di persone possa essere cancellata in questo modo, con un semplice atto “amministrativo” che non lascia agli interessati nessuna possibilità di difesa.

In nessun paese civile la libertà di espressione dei cittadini può essere regolata dalle “Policy” aziendali e gestita da qualche “operatore” brufoloso ed annoiato.

Per carità di Dio, venite via da quella gabbia di matti.

Esistono decine e decine di altri sistemi adatti allo scopo, a partire da Ning, WordPress e MySpace:

http://www.ning.com/

http://wordpress.com/

http://it.myspace.com/

Purtroppo, in questo momento sono ancora pochi (praticamente solo wordpress.com) i sistemi che impediscono al gestore di una pagina di cambiare nome, missione e descrizione dopo aver raccolto membri e consenso. Sono sicuro che dopo quello che è successo a Facebook in queste ore, questa “feature” diventerà sempre più richiesta e diffusa. Per il momento, cercate almeno di stare alla larga da Facebook.

Alessandro Bottoni

Una legge per oscurare i siti violenti?

Archiviato in: Cronaca, Internet, Siti web, politica — alessandrobottoni @ 11:44 am

Non è certo un segreto che Silvio Berlusconi NON mi sia per niente simpatico. Tuttavia, quello che gli è successo l’altro ieri (vedi “Berlusconi aggredito a Milano“) NON mi è piaciuto.

Non è solo una questione “tecnica”, legata al fatto che NON è nè necessario nè accettabile usare la forza per affermare le proprie opinioni all’interno di un sistema democratico come il nostro. È anche (o soprattutto) una questione umana.

Un’aggressione di questo genere produce danni evidenti, anche se non compromette le funzionalità vitali. Sono sicuro che da almeno 36 ore Berlusconi si sta guardando allo specchio provando pietà per le condizioni del proprio viso. Questa è una situazione in cui nessun essere umano dovrebbe MAI essere ridotto.

Inoltre, posso solo immaginare il dolore che provano i suoi figli nel vederlo in queste condizioni. Anche questa è una situazione in cui nessun essere umano dovrebbe MAI venirsi a trovare.

Detto questo, devo anche dire che non mi piace il modo in cui i “colonnelli” di Berlusconi stanno sfruttando questa occasione per accusare l’opposizione (cioè noi) di “odio” e per proporre l’ennesimo giro di vite sulla libertà di espressione. Vedete al riguardo questi articoli:

Maroni: pronti ad oscurare siti.

Maroni, pugno duro su Facebook

Mantellini: Vento dell’est.

Esistono già da tempo (praticamente da sempre) delle leggi che puniscono l’apologia di reato e l’istigazione al delinquere e vanno sicuramente fatte rispettare. Non è solo una questione “tecnica” (“legale”, di rispetto delle leggi) ma anche una questione di sostanza.

Chiunque esponga le proprie opinioni ad un pubblico di sconosciuti deve mettere in conto il fatto che le sue parole possono effettivamente spingere qualcuno all’azione. Se con le proprie parole si spinge il pubblico ad aggredire gli avversari, ci si trasforma nei mandanti di un possibile, magari anche grave, atto di violenza.

Questo è un fatto ma, come ho già detto, esistono da decenni le leggi necessarie ad arginare questo fenomeno ed a punire i colpevoli. NON c’è nessun bisogno di nuove leggi. Soprattutto, non c’è nessuna ragione di emanare nuove leggi repressive ORA.

Il dissenso che ormai travolge Silvio Berlusconi e la sua maggioranza è pienamente meritato. É il frutto di oltre 15 anni di menzogne, di comportamenti scorretti, di aggressioni verbali nei confronti degli avversari, di arroganza, di volgarità e di avidità. Questo dissenso non può essere zittito con nuove leggi “ad hoc”.

Meno che mai può essere affrontato con trucchetti infantili come quelli di cui si è avuta notizia in questi giorni. Ieri notte, col favore delle tenebre, qualcuno ha cambiato nome ad alcuni popolosi gruppi di Facebook trasformandoli abusivamente in gruppi di sostegno a Silvio Berlusconi, senza che i loro membri ne fossero al corrente e senza che avessero modo di esprimere la propria opinione. Vedi al riguardo questo articolo:

Facebook, il giallo dei gruppi pro Berlusconi nati in una notte trasformando altre pagine.

Queste operazioni, degne della peggiore scuola di controinformazione, hanno solamente fatto imbestialire gli utenti di questi gruppi, tra cui molti (ormai ex) elettori dell’attuale maggioranza.

Ormai la diga RAISet si è rotta. Il dissenso non può più essere contenuto o nascosto. Silvio Berlusconi e la sua maggioranza possono solo rassegnare a sloggiare.

Alessandro Bottoni

PS: in ogni caso, voglio proprio vedere la Polizia Postale alle prese con 18.000.000 di siti web da oscurare, sotto lo sguardo attento della Comunità Europea, di Amnesty International e di mille altri organismi di vigilanza che non sono sotto il controllo dell’attuale governo. Tutto questo senza considerare che ormai il 70% del traffico “interessante” non passa più dal web ed una percentuale significativa non passa nemmeno più da Internet.

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