Alessandro Bottoni

Maggio 14, 2009

Intervista Video su YouTube

Archiviato in: Copyright/Copyleft, Cronaca, Eventi, Internet, Personale, filesharing, politica — alessandrobottoni @ 10:10 am
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A grande richiesta, è arrivata la mia prima intervista video:

La trovate anche sulle pagine di “Movimento per la Sinistra” e di SLTV (La TV di “Sinistra e Libertà”)

http://movimentoperlasinistra.it/candidati.php

http://www.sltv.it/

Non sghignazzate troppo: in una società dell’immagine come questa, prima o poi càpita anche a voi di rilasciare una intervista in giacca e cravatta.

Maggio 13, 2009

Gli effetti collaterali di Sarkozy

Ormai, questa notizia dovrebbe avervi raggiunto:

“Martedì 12 maggio l’Assemblea Nazionale Francese ha deliberato una norma che prevede dure sanzioni per chi usa programmi “peer to peer”, ossia che permettono di scaricare gratuitamente musica e film dalla rete web, fino a prevedere la sospensione dall’accesso a internet in caso di recidiva.”

“La legge prevede la costituzione di una nuova autorithy con il compito di ammonire i pirati, che verranno privati dell’utenza internet in caso di recidiva. Il soggetto sarà obbligato a continuare a pagare l’abbonamento.”

[Da “Attacco ai diritti in rete” su L'Altro di oggi]

Ne parla, tra gli altri, anche Gaia Bottà di Punto Informatico:

Roma – L’Assemblée Nationale si è espressa, poco più della metà dei parlamentari francesi vuole che la pirateria sia combattuta a suon di avvertimenti e di disconnessioni. Ghigliottine siano.”

[Da: “La dottrina Sarkozy è quasi legge” su PI di oggi]

Ho già spiegato in varie occasioni che queste misure sono completamente inefficaci (sia perchè sono facilissime da aggirare, sia perchè esistono anche altri canali di approvvigionamento, oltre ad Internet). Lo rispiegherò domani in un nuovo articolo su PI che elenca e descrive gli strumenti di evasione che sono già disponibili o che lo saranno tra breve.

In questo articolo, mi concentrerò solo sugli “effetti collaterali” di questa assurda lotta alla “pirateria”.

[Prima di dire delle cazzate, rendetevi conto del fatto che parlo con piena cognizione di causa: seguo questa faccenda da mesi ed ho contatti quotidiani con alcuni parlamentari europei che la seguono sul posto. Ho già scritto decine di articoli su questi temi ed opero come consulente su questi temi per le aziende da anni. So com'è fatto questo mondo, sia visto da davanti che da dietro i firewall.]

Addio alla riservatezza

Il disegno di legge presentato da Sarkozy in Francia ed il famigerato Telecoms Package presentato dalle multinazionali al parlamento europeo hanno, tra gli altri, questo punto in comune: entrambi prevedono la possibilità (anzi: inizialmente si prevedeva l’obbligo) degli ISP di sorvegliare ed analizzare il traffico di rete degli utenti in cerca di tracce di “reato”. Il progetto originale di entrambi i progetti prevedeva addirittura che gli ISP dovessero agire sotto il controllo diretto delle Major.

In altri termini, degli enti privati (e certamente NON super partes) avrebbero avuto il potere di intercettare le comunicazioni degli utenti (e di infliggere delle sanzioni) SENZA dover passare per un giudice.

Questa misura è palesemente anticostituzionale (e folle) ma ha veramente rischiato di essere approvata. Persino nella sua forma attuale, approvata dal Parlamento Europeo e dall’Assemble Nazionale Francese, prevede comunque che le Major e gli ISP possano analizzare il traffico degli utenti per cercare trace di traffico P2P, con il solo vincolo di non agire in combutta.

Quelli che festeggiano queste misure illiberali e fasciste al grido di “Meglio! Così ci sarà più banda libera per gli usi seri della rete!” e cose simili dovrebbero riflettere su un fatto: sarà anche il LORO traffico ad essere sorvegliato in questo modo, da parte di enti privati che agiscono senza nessun controllo da parte delle autorità dello stato.

Addio alla neutralità della rete

Il progetto del Telecoms Package già approvato nei giorni scorsi prevede che gli ISP (Telecom, Vodafone, etc.) possano far passare il traffico a loro gradito e rallentare o bloccare del tutto quello a loro sgradito, sulla base di criteri di selezione che loro stessi stabiliscono e su cui nessuno (nemmeno lo Stato, nemmeno Dio in persona) ha potere di sindacare. La legge fatta approvare a suon di bastonate all’Assemblea Nazionale Francese da Sarkozy implementa questa follia sul territorio francese. L’unico obbligo previsto per i provider è quello di informare gli utenti.

Questo vuol dire che tutti i provider bloccheranno completamente e da subito tutto il traffico P2P, non importa se legale o illegale, al solo scopo di sfruttare meglio le loro risorse di banda e di promuovere la vendita dei loro contenuti commerciali al posto di quelli “liberi” (od “illegali”) che sono disponbili sulle reti P2P.

Non solo: è ovvio che gli ISP rallenteranno o bloccheranno del tutto anche tutti i tipi di traffico che permettono agli utenti di accedere a prodotti e servizi, sia commerciali che gratuiti, diversi da quelli inclusi nelle loro offerte commerciali. Se Telecom Italia include la TV nel suo pacchetto Alice, ovviamente ha tutto l’interesse a bloccare l’accesso alle altre televisioni del web, sia commerciali che gratuite. Se Vodafone include il suo sistema VoIP nella sua offerta, ha tutto l’interesse a bloccare il traffico di Skype e degli altri sistemi VoIP.

Ora, grazie al Telecoms Package lo possono fare, senza limiti, senza criteri prestabiliti e senza dare spiegazioni a nessuno. Devono solo scriverlo nel contratto (anche scritto in piccolo ed in ostrogoto tecnico arcaico, non ha importanza).

Coloro che esultano al grido di “In galera i pirati!” si preparino a pagare per ogni singolo bit che muoveranno su Internet nei prossimi anni. Ed a pagare salato, molto salato.

Addio al giusto processo

Sia il Telecoms Package che il disegno di legge di Sarkozy prevedevano che gli ISP, su ordine delle Major, dovessero avvertire per tre volte gli utenti sospettati e poi staccare loro la connessione, continuando a far pagare il servizio che non era più disponibile.

Tutto questo SENZA la supervisione di un giudice e SENZA bisogno di alcun mandato. In altri termini, a degli enti di diritto privato (delle aziende e dei privati cittadini, come voi e me) veniva concesso il diritto di agire con la stessa autorità di un giudice di uno stato sovrano!

L’utente non avrebbe avuto nessun modo di difendersi dall’accusa di essere un pirata. Non avrebbe potuto ricorrere in appello da nessuna parte.

Non ci credete, vero? Eppure è andata proprio così. INFORMATEVI.

Per fortuna, il Parlamento Europeo ha già ribadito per ben tre volte che per infliggere delle sanzioni agli utenti (come la disconnessione) è necessario il mandato del giudice. Il pericolo non è però del tutto scongiurato. Al parlamento Europeo se ne riparlerà a Settembre 2009. All’Assemblea Nazionale Francese se ne riparlerà tra pochi giorni.

Nel frattempo, le Major e gli ISP, in virtù di quanto detto al punto precedente, possono comunque facilmente aggirare il problema bloccando il traffico sgradito agli utenti.

Coloro che esultano al grido di “in galera i pirati” dovrebbero riflettere su questo fatto: non saranno loro a decidere chi è pirata e chi no. Saranno le Major, sulla base di criteri e di prove del tutto discutibili, senza nessun controllo e senza che l’utente possa reagire in alcun modo.

Questi imbecilli si potrebbero facilmente trovare nella posizione di essere accusati di pirateria (proprio loro! Che sono cosi onesti!), di vedersi tagliare la connessione e di essere costretti a pagare l’abbonamento senza poter fare appello a nessuno, senza poter far capire a nessuno che loro non c’entrano, che è colpa di qualcun altro. Oltre al danno, avranno anche la beffa di aver sostenuto queste follie illiberali quando era il momento di constrastarle.

Addio ai prezzi bassi

Tutto questo, ovviamente, significa nuove possibilità di marketing per le aziende. Si potranno elaborare offerte commerciali differenziate e scalari come nel seguente esempio.

  1. Tariffa base (paghi poco e non vai da nessuna parte): solo web e posta a 19 euro al mese.

  2. Tariffa special (paghi relativamente poco e puoi fare qualcosa in più): web, posta, accesso alle web radio ed alle web TV gratuite a 29 euro al mese.

  3. Tariffa premium (paghi molto ed ottieni quello che sembra essere molto): web, posta, web radio, web TV più le web TV commerciali (pacchetto “base”) a 39 euro al mese.

Ovviamente, quello che si può avere adesso (TUTTO) al prezzo di oggi (al massimo 39 euro al mese, per una 20Mb/sec) non lo si potrà più avere in nessun caso.

Questo significa un drastico aumento dei prezzi senza nessun vantaggio rispetto alla situazione attuale. Anzi: con molti limiti in più.

Coloro che esultano al grido di “più banda per noi!” dovrebbero riflettere sul fatto che queste nuove politiche di marketing li costringeranno quasi certamente a pagare qualcosa di più per dei servizi che ora usano gratuitamente, in cima alla lista la telefonia VoIP (Skype).

Una Spada di Damocle per i genitori

Si sa: i figli, specialmente se piccoli e ribelli, hanno la tendenza all’evasione dalle regole od alla trasgressione. Con le nuove leggi che si tenta di far approvare a livello nazionale ed europeo, per ogni errore che VOSTRO figlio cometterà, VOI resterete senza connessione ADSL (e continuerete a pagare il canone). Non solo: rischiate di pagare centinaia di euro di danni alle Major per ogni singolo brano scaricato abusivamente. Su un CD ci stanno centinaia di brani MP3. Questo vuol dire che un singolo CD da 700 Mb vi può costare di soli danni qualcosa come decine (o persino centinaia) di migliaia di euro. Praticamente, come un grossa auto o come una casa.

Coloro che esultano al grido “In galera i pirati!” devono solo sperare che i loro figli non decidano mai di sottrarsi al loro controllo e fare una scappatella nei posti sbagliati di Internet.

Se vi sembro un terrorista mediatico, INFORMATEVI:

http://punto-informatico.it/2019481/PI/News/p2p-logistep-al-lavoro-migliaia-nel-mirino.aspx

http://punto-informatico.it/1925032/PI/News/p2p-identificati-quasi-4mila-utenti-italiani.aspx

Addio alla libertà di espressione

Chi decide cosa un singolo utente più vedere e/o pubblicare e/o fare e/o dire su Internet?

Secondo il Telecoms Package e secondo il disegno di legge Sarkozy, sono le Major e gli ISP a decidere queste cose, in modo autonomo ed insindacabile, agendo sui rubinetti del traffico.

Se una persona non arriva a capire da sola quale minaccia sia per la libertà, per la democrazia e per la giustizia una simile norma di legge, non c’è speranza che glielo si possa spiegare.

Conclusioni

Non fatevi riconoscere per gli ingenui che siete esultando per queste leggi autoritarie. Queste leggi NON sono contro i pirati. I pirati se ne fregano altamente. Ve lo dice un pirata “certificato”.

Queste leggi sono contro di VOI. Sono contro la riservatezza delle VOSTRE comunicazioni. Sono contro la VOSTRA libertà di espressione. Sono contro la VOSTRA libertà di scelta sul mercato. Sono contro i VOSTRI diritti e la VOSTRA sicurezza. Queste leggi mirano a spillare ancora altri soldi dalle VOSTRE tasche ed a metterli nelle tasche degli ISP, delle Major e degli intermediari, non in quelle degli autori. Ve lo dice un autore (che vive scrivendo software ed articoli per i giornali).

Non fatevi abbindolare da queste azioni propagandistiche e demagogiche.

Alessandro Bottoni

info@alessandrobottoni.it

www.alessandrobottoni.it

Maggio 12, 2009

Risposta a Carlo Gubitosa

Archiviato in: Copyright/Copyleft, Internet, politica — alessandrobottoni @ 11:41 am
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Rispondo qui di seguito alla gradita lettera di carlo Gubitosa di Peacelink. Trovate la sua lettera qui:

http://alessandrobottoni.wordpress.com/2009/05/12/lettera-aperta-di-carlo-gubitosa/

Caro Carlo,

al di là della cortesia di situazione e della piaggeria, sono davvero felice di ricevere Tue notizie e leggo con grande interesse le Tue riflessioni su questa mia candidatura. Ti rispondo qui di seguito come posso.

“Quando ho scritto “elogio della pirateria” non avrei mai immaginato che qualcuno avrebbe fondato di li’ a poco un “partito pirata’… “

Nemmeno io. Come Athos ed i miei amici del PP possono ben testimoniare, sono stato tra gli ultimi ad abbracciare l’idea di creare un capitolo italiano del Pirat Partiet Svedese. Ho anche sostenuto con forza l’idea che questa struttura dovesse essere una associazione e non un partito. Le ragioni di questa mia apparente resistenza sono due.

Da un lato, ho sempre pensato che questa tematica non potesse avere nel nostro paese la stessa, entusiastica risposta sociale che ha avuto in Svezia. Purtroppo, i fatti mi hanno dato ragione: è difficilissimo parlare di queste cose agli italiani. Di questo siamo tutti quanti ben consapevoli. Sappiamo di lottare contro l’indifferenza, la diffidenza e, molto spesso, l’ignoranza del nostro pubblico naturale.

Se continuamo a portare avanti questa battaglia è solo perchè è necessario. Lo è dal punto di vista morale e lo è dal punto di vista pratico. Non possiamo vivere nel mondo che ci prospettano Nicolas Sarkozy e molti suoi amici. Io, almeno, non posso farlo.

Personalmente, se fossi stato alla ricerca di facile consenso per crearmi una mia carriera politica, mi sarei iscritto dove c’erano soldi da spendere e gente capace di sfruttare questa mia natura “folkloristica” sulle televisioni. Mi sarei iscritto a Forza Italia ed ora mi troverei a Porta a Porta tra molte graziose ballerine a parlare serenamente del “ritorno della canotta”. Non starei certo qui, in qualche oscuro “hacklab”, a discutere di traffic shaping con coriacei amministratori di rete più che quarantenni, solitamente sovrappeso e spesso accaniti fumatori.

Dall’altro lato, ho sempre creduto che aggiungere ancora un altro partito al panorama politico italiano fosse un atto semplicemente immorale. Il nostro sfortunato paese ha bisogno di tre o quattro partiti di grosse dimensioni, in grado di aggregare con intelligenza le migliaia di diverse istanze del paese. Non ha bisogno di polverizzazione. Soprattutto, non ne ha bisogno a sinistra. Le istanze specialistiche, di nicchia, o fortemente locali devono trovare rappresentanza nelle associazioni e solo in seguito, attraverso le associazioni stesse, all’interno dei partiti.

Questo è ciò che abbiamo fatto: abbiamo creato una associazione che rendesse visibile, comprensibile, persino tangibile l’esistenza di una vasta area di interesse per questi temi e l’abbiamo portata all’attenzione della politica. lo abbiamo fatto prima partecipando attivamente ai tavoli di discussione istituzionale, come è avvenuto per il progetto di riforma della legge sul diritto d’autore voluto da Prodi e gestito dal Professor Alberto Maria Gambino. Ora ci hanno offerto la possibilità di farlo all’interno di una lista europea ed abbiamo accettato. Ho accettato. Faremo ciò che sta nel nostro progetto politico di sempre: daremo voce a chi sulla Rete ci sta davvero e ne vive sulla propria pelle tutti i problemi e tutte le dinamiche.

“Mi piacerebbe chiederti tante cose, ma anziche’ farti domande ti do’ un suggerimento: non essere una “avanguardia esperta”. Nella sinistra le avanguardie esperte sono durate sempre poco. “

Dureremo poco anche noi. Durerò poco anch’io. E va bene così.

Le istanze che noi cerchiamo di portare a conoscenza dell’intero mondo politico sono cose che, in un mondo civile, non dovrebbero richiedere una “task force” specifica per trovare rappresentanza politica. In un paese democratico, la difesa del diritto alla riservatezza delle comunicazioni, la difesa del diritto di accedere alla conoscenza, dovrebbero essere valori fondanti di qualunque movimento politico, di qualunque schieramento. Questi sono i valori fondanti della democrazia stessa. Credo che troveranno rapidamente rappresentanza presso tutti i principali partiti italiani ed europei, così come hanno trovato rappresentanza presso di loro (persino dentro AN!) i valori dell’antifascismo. La storia lo impone.

Noi staremo qui, con questa bandiera in mano, soltanto finchè la situazione lo richiede. Abbiamo già tutti quanti la nostra vita, il nostro lavoro e la nostra famiglia. Io, personalmente, sarò ben lieto di tornare da mia moglie quando questa assurda guerra tra cittadini e corporation avrà finalmente fine. Fino a quel momento, però, starò qui. Staremo qui, sotto questa bandiera, e denunceremo cosa si cerca di fare, nell’ombra, ai danni di noi tutti e, soprattutto, dei nostri figli.

Fiorello Cortiana, Semenzato ed altri meritano il nostro rispetto e la nostra stima. Hanno portato avanti queste tematiche quando ancora nessuno, nemmeno io, le riteneva degne di un’attenzione specifica. Il loro lavoro è stato importante non tanto per i risultati concreti che possono aver ottenuto (più o meno scarsi, non sta a me deciderlo) quanto per il fatto di aver creato una cultura dei diritti digitali che è sopravvissuta alla loro figura politica e che è ora patrimonio comune della nostra intera società.

Noi muoriamo (politicamente e, a volte, persino fisicamente) per permettere alle nostre idee di vivere. Le idee di Semenzato e Cortiana sono qui, vive e vegete, dovunque siano ora i loro creatori. Queste idee, almeno in una certa misura, sono entrate persino a far parte di proposte di legge presentate da persone dichiaratamente di destra, come Roberto Cassinelli. Queste loro idee sono alla base di numerosi movimenti associativi e politici in tutta europa. In Svezia potrebbero persino dare vita al quarto partito del paese,

Voi come lo chiamate questo risultato? Dalle mie parti si chiama “vittoria”.

Che la sinistra riesca a capire queste cose o meno, è irrilevante: é il mondo a capirlo. Che io sia ancora qui, alle prossime elezioni europee, è irrilevante: ci sarà qualcun’altro a difendere ancora questi princìpi.

“E da qui il mio suggerimento: oltre al tuo ruolo di “avanguardia esperta” e di “vedetta” su certi temi, prenditi anche il compito di far circolare informazioni e cultura tra i tuoi compagni di schieramento, perche’ certe questioni sono talmente cruciali che non possiamo piu’ abbandonarle agli addetti ai lavori.”

Questo è uno dei punti centrali del mio progetto politico: informare e sensibilizzare i politici, di tutti gli schieramenti, su questi temi. Lo faccio da sempre, attraverso le pagine del mio blog, attraverso le pagine dei giornali per cui scrivo, ed attraverso contatti diretti, come è successo con Gambino ed altri.

Continuerò a farlo, con la mia piccola lobby, al parlamento europeo, se avrete la bontà di eleggermi.

Và detto che in questa battaglia ho già trovato molti compagni, tra cui Umberto Guidoni e lo stesso Gennaro Migliore (che ha voluto la mia candidatura). Il team si è già formato. Collaboriamo già su questi punti e continueremo a farlo (qualunque cosa succeda). Abbiamo iniziato a collaborare anche con persone che provengono da altre realtà, come Erik Josefsson, che si candida al parlamento europeo in Svezia, e con Paolo Brini, che rappresenta il suo contatto in Italia. Paolo, ad esempio, pur essendo il portavoce di una associazione che si trova alla nostra sinistra (Scambio Etico), ha sempre accettato con grande gentilezza di mantenerci informati e di spiegarci i dettagli che non capivamo. Di sicuro raccoglieremo altri compagni lungo la strada.

Noi ci siamo. Stiamo già lavorando.

“Prenditi sottobraccio l’amico Mussi e spiegagli perche’ la prossima volta e’ meglio che non si facciano tante feste a Bill Gates, e che col software libero si potrebbe risparmiare tanto denaro pubblico, valorizzare i nostri professionisti dell’informatica e far circolare ricchezza che resta in Italia anziche’ fuggire a Redmond o a Seattle. Prendi i “compagni che sbagliano” e aiutali a capire passo dopo passo, perche’ ne sanno poco di tecnologie.“

Fabio Mussi provvederà da solo a spiegare le ragioni che lo hanno portato a prendere certe decisioni. Io stesso ascolterò attentamente le sue parole, nella speranza di capire.

Di sicuro, io non sono Fabio Mussi. Le persone che ruotano attorno a me in questo progetto sono persone che da sempre difendono certi valori e li mettono in pratica. Siamo gente che usa Linux, non Windows. Siamo gente che rilascia tutto quello che può sotto GFDL o CC. Siamo gente che lavora in questo settore da anni, a volte decenni. Siamo gente che mette in pratica ciò che predica. Da anni. Da sempre.

“Prima ancora di proporre provvedimenti e iniziative fai in modo che tutti i tuoi compagni di strada capiscano fino in fondo le ragioni profonde delle tue proposte. Insomma, il lavoro da fare sui temi della cultura e’ “prepolitico” e per farlo dovrai essere uno scomodo grillo parlante che ricordera’ a tutti, ogni giorno, che i brevetti sul software, la criminalizzazione della condivisione di conoscenza, le tante, troppe cessioni fatte anche a sinistra allo strapotere delle multinazionali del software e dell’intrattenimento sono un cancro silenzioso che avvelena la societa’ dell’informazione.“

Lo sto già facendo. Come tu ben sai, non è facile. Continuerò a farlo. Continueremo a farlo insieme, noi del PP e tutti coloro delle altre associazioni amiche che, da sempre, ci aiutano in questa difficile opera. Continueremo a farlo anche sapendo che verranno prima le sconfitte e le umiliazioni, anche pesanti. Solo dopo, forse molto dopo, avremo la soddisfazione di vedere i nostri valori accolti all’interno di documenti ufficiali e di leggi. Sappiamo che tipo di cammino ci aspetta. Non ne abbiamo paura.

“Conto su di te per questa opera preziosa di alfabetizzazione: al di la’ dei nostri elogi della “pirateria”, c’e’ bisogno di gente seria che sappia rinnovare la sinistra.”

Per quanto riguarda questa opera di alfabetizzazione, puoi contarci. Hai qui, nero su bianco la mia parola. Un impegno che assumo entusiasticamente, senza nessun tentennamento, e sul rispetto del quale vi chiedo di misurarmi. Misuratemi per ciò che ho detto, fatto, scritto e tramato finora. Misuratemi per quello che farò dopo, se me ne darete l’occasione.

Farò di tutto per rendere misurabile questo impegno rendendo visibile (“fruibile”) anche dall’esterno tutto quello che faremo per informare e sensibilizzare i parlamentari europei ed i normali cittadini. Per fortuna, non occorre possedere sei o sette televisioni per mandare su internet uno stream video di una conferenza o di un meeting da Bruxelles. Per fortuna, oltre alle TV ci sono anche YouTube e molti siti simili.

Per quello che riguarda il rinnovamento della Sinistra, invece, non posso prendere impegni. Non posso salvare la Sinistra da sé stessa. In particolare, non posso salvarla dalla sua tendenza suicida alla polverizzazione. Posso sottoscrivere (come ho già fatto) il progetto “unire la sinistra” di Umberto Guidoni. A suo tempo avevo già abbracciato un progetto simile, anche se portato avanti da qualcuno molto diverso da me (L’Ulivo, di Romano Prodi). Quando si tratta di unire la Sinistra, ridarle dignità e rifondare su basi più moderne la sua struttura ideologica e politica, potete sempre contare su di me.

Tuttavia, io posso solo portare l’oca al fiume. L’oca, però, deve bere da sé. Io non posso obbligarla.

“PS Questa lettera aperta non rappresenta in alcun modo una dichiarazione di voto… ci sto ancora pensando su !”

Nemmeno per me rappresenta una parola definitiva. Credo che su questi temi sia ancora necessaria molta riflessione e molto confronto tra persone diverse. La complessità tecnica e legale di questi temi, come pure le sottili implicazioni che molte di queste decisioni hanno sulla libertà e sulla democrazia, ci impongono di essere cauti e professionali. Spero che vorrai aiutarmi nello sviluppare proposte ed interventi che salvaguardino nel miglior modo possibile i diritti dei cittadini e la salute dell’intero sistema socio/economico in cui ci troviamo a vivere.

Grazie ancora del tuo contributo alla discussione.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

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