Si è finalmente conclusa la triste vicenda legata alla pubblicazione dei dati fiscali dei contribuenti italiani su Internet. Il garante della privacy ha definitivamente condannato l’operato del vice ministro Vincenzo Visco. I dati resteranno per sempre disponibili a chiunque grazie al P2P ma la loro consultazione e la loro diffusione è stata dichiarata illegale. Magra consolazione ma almeno si è chiarito un punto: trasparenza e sputtanamento non sono la stessa cosa.

Pro o contro?

Quando è apparsa la notizia della pubblicazione di questi dati su Internet, si potevano prendere soltanto due posizioni.

La prima consisteva nell’esultare per questa “operazione trasparenza”. Finalmente venivano esposte al pubblico ludibrio le vergognose dichiarazioni degli evasori. Si poteva ridere di loro e tirare loro delle uova marce.

La seconda consisteva nel condannare questa evidente, scandalosa ed enorme violazione del diritto alla riservatezza dei dati personali. Quei dati erano anche i nostri dati, cioè i dati di persone che con l’evasione fiscale spesso non hanno nulla a che fare e che hanno tutto il diritto a mantenere una decorosa riservatezza attorno a questo genere di informazioni.

Per diversi anni ho militato in diversi associazioni che si occupano, tra le altre cose, di difesa della privacy. Ho persino tenuto diversi “talk” su questo argomento in giro per l’Italia. Conoscendo i miei compagni di ventura, mi sarei aspettato di vederli prendere posizione a difesa del diritto alla privacy. Dopotutto, non si è fatto che di parlare di diritto all’anonimato, alla riservatezza e cose simili per anni. Abbiamo persino steso documenti e proposte di legge su questi temi.

Ed invece no.

A quanto pare, una larga parte (la maggioranza?) dei miei compagni di battaglie ha deciso di optare per la prima posizione: esultiamo tutti in coro per la gogna mediatica che viene ora imposta agli evasori.

Evasori e Poveracci

Peccato che appesi a quella gogna se ne siano visti davvero pochi di evasori. Prima di questa clamorosa iniziativa, nessuno era mai riuscito a scoprire chi avesse finanziato Silvio Berlusconi nella seconda metà degli anni ‘70 e nessuno lo sa adesso. Prima di Visco nessuno era riuscito a far pagare le tasse al mio meccanico e nessuno ci è riuscito dopo.

Ovviamente, chi evade le tasse lo fa con un minimo di cautela. Di solito, più che evadere le tasse, le elude. Persino la GdF, che dispone di strumenti molto raffinati per questo scopo, ha delle serie difficoltà a “pizzicare” questi evasori. Figuriamoci cosa può fare un privato cittadino che dispone solo di una riga di testo presa da un file relativo al 2005!

Si è detto: “Beh, comunque si vergogneranno.” E qualcuno ci ha creduto veramente! Qualcuno ha seriamente potuto credere che un contribuente, dopo aver evaso/eluso le tasse potesse anche sentirsi a disagio di fronte a chi glielo contestava!

La realtà è stata ben diversa e molto, molto più amara.

In Italia ci sono all’incirca 12.000.000 di persone (dodici milioni) che fanno fatica ad arrivare a fine mese. In larga misura, si tratta di persone che hanno sempre lavorato e che, per un motivo o per l’altro, ora si trovano in difficoltà. Spesso si tratta di persona che nascondono il loro stato di disagio dietro una esistenza triste ma decorosa.

Ora queste persone sono alla gogna. Non hanno più modo di nascondere il loro stato di difficoltà dietro la segretezza della dichiarazione dei redditi.

E noi, fieri hacktivist, dovremmo esultare…

Destra e Sinistra, Hacktivist e… “altro”

Da diversi mesi mi sento dire da diverse parti che sono un uomo di Destra. Triste destino per una persona che ha votato per la Sinistra (PCI, PDS, PRC, DS, PD) per trent’anni, anche quando non se lo sarebbe affatto meritato. Triste destino per una persona che era iscritta alla FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana) nel 1977, quando molti di questi detrattori non erano ancora nati.

Mi sono anche sentito dire che sono culturalmente estraneo all’ambiente della Grande Rete. Triste destino per una persona che ha installato il suo primo Linux nel 1994, quando molti di questi hacker ancora si lasciavano pulire il naso dalla mamma. Triste destino per una persona che ha avuto il suo primo abbonamento ad Internet da Global System nel 1995 (si usava Trumpet Winsock su Windows a quei tempi per avere il necessario stack TCP/IP e si andava via modem a 9600 baud).

Beh, se difendere la dignità delle persone è essere di Destra, allora sono di Destra.

Se opporsi alla stolta anarchia che deriva da un uso indiscriminato dell’anonimato in rete è segno di estraneità all’ambiente culturale di Internet, allora sono estraneo a questo ambiente.

Io sono sempre lì, come gli alberi. Deve essere il fiume che ha cambiato corso…

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it